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5 Giugno 2013

AMICI SPECIALI: QUIRINO CONTI, ORLANDO GENTILI E GIGI PROIETTI

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Quirino Conti e Carla Fendi insieme per “Il matrimonio segreto” di Cimarosa al prossimo Festival del due Mondi di Spoleto, con i costumi del grande Piero

SAVE THE DATE di Barbara Vitti

L’intervento di Quirino Conti a un magnifico dibattito su Gianfranco Ferré che Rita Airaghi ha organizzato a Milano lo scorso 21 maggio, in collaborazione con Domus Academy e Naba, è stato applauditissimo e come sempre emozionante. Perché Quirino come nessun altro “sa ridare alla moda la parola, il pensiero, il contesto, la storia, la sacralità e la dignità perduta”, come ha scritto Natalia Aspesi in occasione dell’uscita di quell’imprescindibile saggio pubblicato da Feltrinelli nel 2005 “Mai il Mondo saprà, conversazioni sulla moda”.

Ma oltre a questa autentica passione (in assoluto, il suo amore più grande) il mio straordinario “amico speciale” ne coltiva da sempre anche un’altra, con uguale intensità e crescente successo. Infatti in questi anni, prima come scenografo e costumista, poi anche come regista, Quirino ha firmato bellissimi spettacoli ogni volta osannati dalla critica e si appresta a debuttare in grande stile al prossimo (continua…)

21 Marzo 2013

PROFESSIONI RILEVANTI E SCONOSCIUTE DAL MONDO DELLA MODA: EMY VINCENZINI

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SAVE THE DATE di Barbara Vitti

A MILANO SONO DIVENTATA “DI MODA”LA MIA FORTUNA E’ STATA QUELLA DI FARE IL LAVORO E LA VITA CHE MI PIACEVANO.

Emy con Gil Cagné a Moda Mare Capri

Sono nata e cresciuta a Roma, circondata dalla mia famiglia e con una sorella molto bella, Anna, che fu eletta Miss Italia nel 1961. Ho frequentato la famosa scuola per indossatrici di Marcella Rinaldi, e lì è iniziata la mia carriera di modella. In quel periodo Roma era il regno dell’Alta Moda, la passerella elitaria delle tendenze d’avanguardia; io ho sfilato per i nomi più importanti, dalle Sorelle Fontana a Schubert a Capucci. Sempre a Roma, conobbi lo stilista Walter Albini, in cerca di indossatrici per presentare la collezione che aveva realizzato per Billy Ballo a Giancarla Rosi, sorella di Mariuccia Mandelli, titolare della Boutique 77. L’incontro fu straordinario perché eravamo vestiti nello stesso stile e con gli stessi colori: camicie nere di jersey e pantaloni bianchi di lino… E lui scelse immediatamente me per presentare la sua collezione. Fu amore a prima vista, i suoi vestiti sembravano creati su di me.

Continuai a sfilare a Roma, poi a Firenze, a Palazzo Pitti, quando Gianbattista Giorgini vi trasferì l’epicentro della moda, invitando a sfilare le griffes più prestigiose, e facendo arrivare dall’America i (continua…)

5 Marzo 2013

PROFESSIONI RILEVANTI NEL MONDO DELLA MODA: ANNA GLORIA FORTI

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SAVE THE DATE di Barbara Vitti

Anna Gloria Forti

Anna Gloria Forti “mille esperienze nel campo della moda” per arrivare al mio sogno: scrivere articoli, di moda e non solo, con un po’ di “sarcasmo”

Laureata a Firenze in materie letterarie, in treno un vecchio e autorevole giornalista de “La Nazione”, mi chiese: ha mai pensato di fare la giornalista? Di scrivere “alla terza pagina? Io la vedrei adatta”. Non lo dimenticherò mai. Mi sarebbe piaciuto, ma appena laureata un lavoro valeva l’altro, e a Firenze di quel tipo non se ne trovava. Un mio grande amico dei tempi di scuola, Sergio Galeotti, mi disse: vieni anche tu a Milano. Qui mi si offrì di entrare in un’Agenzia di Pubblicità, o in una redazione di moda. Colsi al volo l’occasione. Era il 1973, il giornale “Confezione Italiana”. All’inizio, affiancata alla guardarobiera a scrivere bolle di consegna per il ritiro e la restituzione dei capi da fotografare, poi in redazione a seguire i servizi e a scrivere didascalie e testi, che venivano impaginati dall’art director Alberto Nodolini. Seguirono due brevi esperienze come pubblicista nelle redazioni del Giornale Tessile e di Gap. Lì i servizi di moda erano presentati attraverso illustrazioni; così conobbi disegnatori come Franco Moschino e Werner Bernskotter.

Poi, grazie a due brevi esperienze come ufficio stampa, presi contatto con vari designers di moda: Enrico Coveri, Gian Marco Venturi, Gianfranco Ferrè. Finché Sergio Galeotti, ancora lui, mi chiese di andare a lavorare con lui, alla Giorgio Armani. Ci rimasi fino al 1981, quando, su suggerimento di Marina Fausti prima, e invito di Lucia Raffaelli poi, fui assunta a Vogue Italia.

Era la mia esperienza in un vero giornale di moda, il migliore di tutti. Iniziai come redattrice di moda, ma scrivevo anche qualche piccolo testo, collaborando con fotografi come Bill King, Hiro, Barry McKinley, Art Kane, Mario Testino. Nel 1988, (continua…)

5 Febbraio 2013

PROFESSIONI RILEVANTI E SCONOSCIUTE DAL MONDO DELLA MODA

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SAVE THE DATE di Barbara Vitti

GRAZIELLA VIGO: TUTTO E’ PARTITO DALLA MODA, MA HO SCELTO IMMAGINI AL POSTO DELLE PAROLE

Graziella mentre fotografa con in braccio il suo gatto Domitilla

Volevo fare la giornalista fin da quando avevo sei anni e ritagliavo le lettere del Corriere della Sera per fare il “mio” giornale. Dopo aver studiato a Ginevra, sono tornata a Milano dove ho fatto la scuola

Gaziella mentre sale su un elicottero per le foto del suo ultimo libro

diGiornalismo per diventare giornalista professionista. Ho cominciato ad Annabella come redattrice di moda.Per i servizi di moda ho avuto la fortuna di lavorare con tutti i più grandi fotografi del momento e così ho capito che la mia vera passione non erano “le parole”, ma “le immagini”-

Negli anni ottanta mi sono trasferita a New York dove ho conosciuto i grandi fotografi Irving Penn, Albert Watson, Avedon. Proprio guardando le foto di Irving Penn ho imparato tagli e luci. Un giorno lui mi disse “ la fiducia nel proprio lavoro viene con il successo, il successo viene con il lavoro, vai a casa e lavora” Ho studiato fotografia al mitico International Center of Photography e mi sono specializzata nel ritratto in bianco e nero con Robert Mapplethorpe.

Rientrata a Milano ho aperto il mio studio fotografico dove lavoro tuttora. Barbara Vitti ha sempre creduto in me e con lei, ho lavorato per tutti i suoi clienti, dal G.F.T.,Armani, Valentino, Versace ecc. Il mio primo libro fotografico è stato Portrait, venti anni di ritratti di personaggi raccolti nel mio archivio seguito da una grande mostra, alla Permanente, Galleria D’arte Moderna.

Altra straordinaria esperienza è stata il “Teatro alla Scala”, dove per due anni quasi tutte le sere ho fotografato le opere di Verdi , Da questo immane lavoro è nato un bel libro e poi una mostra di successo a Milano, Parma, New York, Washington, e Boston. (continua…)

17 Gennaio 2013

PROFESSIONI RILEVANTI E SCONOSCIUTE DAL MONDO DELLA MODA

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SAVE THE DATE di Barbara Vitti

SI RACCONTA PER NOI  MARISA BULLEGHIN MODIANO, BRACCIO DESTRO (E SINISTRO) DI GRANDI STILISTI

Marisa Bulleghin Modiano con Giorgio Armani

I miei genitori desideravano che studiassi economia e commercio, infatti frequentai l’ Università Bocconi per due anni, ma non ero portata. Il mio desiderio più grande era potermi occupare di moda. Fin da ragazzina, quando andavo dal sarto per un mio abito, trascorrevo un sacco di tempo perché ero “pignola” e “curiosa”. Un giorno una mia amica mi disse che Claudio La Viola cercava una Direttrice per il suo negozio di moda maschile. Fui assunta e proprio in negozio conobbi Giorgio Armani, amico e cliente di La Viola, che ai tempi si  dedicava  alle collezioni Hilton e Montedoro, uomo e donna.

Marisa Bulleghin Modiano

Ero una donna molto elegante vestivo Yves Saint Laurent e, forse anche per questo,  nel giugno del 1975  Giorgio  Armani e il suo socio Galeotti mi annunciarono che avevano deciso di fare la linea Giorgio Armani, e mi chiesero se  desideravo lavorare con loro. Non ci pensai un minuto e accettai con grande entusiasmo!  Era proprio quello che desideravo.

Iniziammo a essere operativi i primi di settembre in Corso Venezia 39, eravamo solo in cinque persone. Il mio incarico fu di stare sempre al fianco di Giorgio: dalla scelta dei tessuti , durante le prove, il controllo di com’erano riprodotti e ridimensionati i capi da quelli delle sfilate a quelli in produzione, agli accessori, la scelta delle modelle, sia per le sfilate, sia per le foto pubblicitarie.

Il successo di Giorgio fu clamoroso ed io rimasi con lui per dodici anni. In seguito lavorai con Claude Montana, ma non mi ritrovai nell’organizzazione e nello stile. Contemporaneamente fui chiamata da Mariuccia Mandelli – Krizia- per seguire le licenze donna, in modo particolare , la più grossa azienda giapponese di moda. Durante l’anno facevo diversi viaggi a Tokio, per seguire l’evoluzione della collezione e le prove. Sottolineo che i giapponesi erano molto precisi e professionali, anche nella ricerca dei tessuti. Bravissimi. Dopo diversi anni ho concluso la mia professione come direttore artistico da Mila Schön.

La  moda resta sempre “la mia migliore amica”, come Barbara Vitti che conobbi nel 1980 e dalla quale rimasi incantata dalla sua gentilezza, dal suo rigore e senso del dovere.

27 Novembre 2012

MAUROCARLO: QUANDO L’ARTE DIVENTA MODA

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SAVE THE DATE di Barbara Vitti

Mauro Carlo Bonazzoli

Mi fa piacere parlarvi di un personaggio straordinario, Mauro Carlo Bonazzoli. Laureato in lettere moderne e specialista in Scienza e Tecnica del Teatro, ha maturato esperienze nel campo della regia lirica con Luca Ronconi, e ha approfondito la ricerca e realizzazione del costume teatrale con Pierluigi Pizzi. Dal 2007 ha ideato e realizzato molti spettacoli sia di prosa e teatro danza curandone regia, scene e costumi nell’ambito di festival quale MITO, in collaborazione con la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, per la Festa del Teatro città di Milano e con la Fondazione Pomodoro di Milano.

Da queste straordinarie esperienze, nasce in lui il desiderio di frequentare il master “Designer per il teatro”, organizzato nel 2010 dal Politecnico di Milano, e un corso di Fashion Design Donna presso Milan Fashion Campus, nel 2011. E’ in questo momento che decide di dedicarsi alla parte creativa/sartoriale, cercando abiti vintage, rigorosamente sartoriali, soprattutto da sera e da cocktail, non griffati, di un’epoca compresa tra gli anni 60 e 80 ai quali dedica un attento studio con interventi stilistici mirati, esclusivi e personalizzati da ricami, pizzi, materiali originali e rari. Importantissima la ridefinizione dei volumi che li rende abiti attualissimi, perfetti per un pubblico femminile, sofisticato, colto ed esigente. Questo è MAUROCARLO – Vintage d’Autore: un progetto che riporta in primo piano l’alta sartoria italiana facendo tornare a vivere capi meravigliosi dei guardaroba degli ultimi cinquant’anni. Perché no, anche il vostro… Nota importante, anche i prezzi sono molto contenuti.

In parallelo Mauro Carlo Bonazzoli continua la sua carriera come responsabile dell’Ufficio Eventi del Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano curando la programmazione e l’ideazione di eventi artistici e…….alla moda. www.maurocarlo.it

8 Ottobre 2012

….IO VOGLIO VESTIRE COME MAMMA E PAPA’

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SAVE THE DATE di Barbara Vitti

E’ il 20 di luglio 2012 quando davanti a casa mia a Sestri Levante, nel pieno caldo, vedo che si smontano le vetrine di uno dei negozi “La Coccinella Junior”. I negozi sono tre: La Coccinella Bebè, La Coccinella Girl e La Coccinella Junior. Incuriosita mi avvicino a Fabrizio Borsotti, proprietario con la moglie e la figlia Elisabetta e Giuditta dei tre negozi, ed intanto che gli faccio due domande incomincio a curiosare fra i nuovi arrivi; loro vestono dai neonati agli adolescenti, secondo il negozio. Mi spiega che i più piccoli seguono i consigli dei genitori, i quali chiedono sempre il loro parere; quelli dai 13 ai 16 anni, con un grande spirito di emulazione, idee chiarissime, vogliono vestire come mamma e papà. Le grandi marche degli adulti oggi fanno anche collezioni per i giovanissimi, come Prada, Moncler, Polo Ralph Lauren, CP Company, Stone Island e marche estere emergenti. Fra i clienti ci sono anche molti stranieri presenti a Sestri fino a settembre. Cosa porteranno i giovanissimi quest’inverno? Il tecnico è vincente, giacche e giacconi imbottiti con materiali storici. Accessori: scarpe, sciarpe, berretti, cravatte, cinture, guanti nei colori marrone, blu, verde, ocra, zafferano. Jeans modello cinque tasche detto il “tasconato”. Le bambine e le ragazzine: completi e vestiti molto simili a quelli femminili, capricciosi e volubili con una nota romantica. Già a 6 anni sanno quello che vogliono come la borsetta con nastrini e cinturini, grande imitazione di quella della mamma. (continua…)

1 Marzo 2012

TUTTI GLI INQUILINI FESTEGGIANO “GIOVANNI” NELLA CASA DELLA FONTANA

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SAVE THE DATE di Barbara Vitti

Sono 50 anni che Giovanni abita nella Casa della Fontana, vicino a Piazza della Repubblica. Da quando aveva 15 anni è approdato a Milano dal Veneto in casa dello zio, allora custode del Palazzo. Giovanni cresce e aiuta lo zio e ad un certo punto conquista gli inquilini, tanto da diventare il nuovo gestore del Palazzo affiancato dalla deliziosa moglie Nive e dai due figli. Sono trascorsi 50 anni e Giovanni è stato festeggiato da tutti gli inquilini con un ricco cocktail e un regalo inerente all’occasione. Lui molto commosso e noi altrettanto. Riconoscere il buon lavoro di una persona è leale.

7 Novembre 2011

AMBASCIATA D’ITALIA A WASHINGTON: International Women’s Forum premia Anna Fendi, prima italiana

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SAVE THE DATE di Barbara Vitti

Il 28 ottobre 2011 Anna Fendi, protagonista della moda italiana con le sue sorelle, e’ stata premiata dall’International Women’s Forum di Washington con un riconoscimento alla carriera. E’ la prima volta che questa autorevole organizzazione americana premia una donna italiana. In passato il IWF ha dedicato i suoi riconoscimenti a personalità del livello di Margaret Thatcher, Condoleezza Rice, Ella Fitzgerald e Madeleine Albright, per fare solo qualche nome. L’International Women’s Forum (IWF), fondato nel 1982 e presente in 25 paesi del mondo in Europa, America, Africa e Asia, raggruppa tra le sue socie oltre 4000 donne: professioniste, imprenditrici, politiche, scienziate, scrittrici, donne attive nel campo sociale, personalità di rilievo internazionale, quali Hillary Clinton, Anna Suchoka, Rania di Gordania, Kim Campbell, Valentina Tereskova (la prima donna cosmonauta ad andare nello spazio, Vostok 6, giugno 1963), Mary Robinson, Isabel Allende, Wangari Maatai, Madeleine Albright, Anna Fendi. “E’ un riconoscimento significativo perché coincide con una fase molto positiva per tutti i settori produttivi delle ‘eccellenze italiane’ negli Stati Uniti”, commenta l’ambasciatore italiano a Washington Giulio Terzi, che sottolinea come, secondo i dati più recenti sul commercio estero, nei primi sei mesi dell’anno le importazioni italiane negli USA nel comparto della moda siano cresciute del 22 per cento. “Dedico questo premio – commenta Anna Fendi – ai nostri genitori, alle mie sorelle, alle mie figlie, ai miei nipoti, a Karl Lagerfeld (stilista del marchio che ora appartiene al gruppo LVMH ndr), a Franco Savorelli di Lauriano e a tutti i nostri (continua…)

25 Luglio 2011

LA MODA A SESTRI LEVANTE VISTA DALLE AMICHE DEL BAR CENTRALE

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SAVE THE DATE di Barbara Vitti

Sestri Levante

A Sestri Levante, mio luogo di vacanze al mare,  ho un bel gruppo di amiche di tutte le età e al mattino ci troviamo al bar Centrale , per fare colazione e organizzare la giornata. Ieri abbiamo voluto osservare e fare una selezione di qual’è la moda-estate 2011, quella vera, che viene indossata. Ecco tutto quello che abbiamo visto e sottolineato, sia per le strade, sia in spiaggia  che  alla sera.

I COLORI : pieni, esplosivi ,bianco ottico tra i colori vincenti rosa caprifoglio, colori fluorescenti, beige, fiori, righe .

ACCESSORI : borse grandi, intrecciate, di paglia per il mare, borsone trasparenti con bordi colorati, pochette con brillantini per la

Le borse di paglia

sera, sandali infradito comodi e leggerissimi o sandali con grandi zeppe ,stivaloni con tacchi altissimi o ballerine, cinture minime da portare sui fianchi e cinturoni alti e arricciati. Foulard al collo, unghie laccate anche a due colori. Cappelli di paglia, occhialoni e coprispalle.

GIOIELLI:   orecchini enormi indiani, in argento, collanone di tutti i colori, braccialettini messi tutti insieme, di metallo, di corda intrecciata, di perline, di portafortuna.

PANTALONI:  short’s cortissimi in jeans con risvolto, fuseau aderentissimi, spesso bordati di pizzo sotto la gonna corta, pantaloni lunghi di lino per le signore.

ABITI: fantasia, a fiori, lunghetti con volant, trasparenti sul costume da bagno. Abiti di lino scollatissimi con risvolti, T-shirt in maglia di cotone ,lunghe , con profonde scollature indossate su pantaloncini cortissimi che si vedono appena, golfini a righe grandi o minute.

Gli orologi colorati di Swatch

IN SPIAGGIA: ritorno del costume intero olimpionico, bikini anche scoordinati, parei a disegni indiani o tinta unita, orologi in plastica di tutti colori con doppio giro,tatuaggi.

Tutto questo è quello che abbiamo visto per le strade e alla spiaggia e può essere utile a chi deve ancora partire.

Buone Vacanze da Barbara e le sue amiche Fernanda, Maria,Emi, Irene, Antonella, Alida e Paola.

24 Giugno 2011

LE FATE DISPETTOSE A TAVOLA

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SAVE THE DATE di Barbara Vitti

Annesso al grande e modernissimo ristorante Ai Giardini Paprika&Cannella a Milano in via Settala, 2 la socia Giovanna Taddei ha aperto un negozio totalmente innovativo di bijoux “Le fate dispettose”. Caratteristica di questi gioielli è la creatività della stilista che unisce materiali pregiati, con vecchie monete, collane e portachiavi scaramantici e monili dal gusto etnico e prezzi imbattibili ,per dei pezzi unici. Ha iniziato a fare bigiotteria per caso, attratta dai monili di Tincati donna, dove in vetrina vedeva delle collane divertenti e allegre, entrò per comprarne una, ma era già stata venduta e non era possibile riuscire ad averne una copia. E da lì è partita la sua voglia di provare a farle da sola. Ha cercato su internet è andata ad alcune fiere di settore dove ha iniziato ad acquistare la merce, ha comperato parecchie cose ed ha iniziato a produrre collane e bracciali. Partita per il mare ha praticamente venduto tutto quello che aveva prodotto e una volta rientrata a Milano prese la decisione di dedicarsi seriamente a questa attività. Giovanna è una ragazza molto eclettica e curiosa che adora girare per mercatini e vecchie botteghe. Tanto è vero che due anni fa ha frequentato una scuola di oreficeria. La sua clientela è molto variegata, perché diverse sono le sue creazioni, da quelle molto creative a collane di perle rivisitate, che sono sempre molto richieste dalle signore dal gusto discreto e sobrio Di solito quando si mangia bene (altra caratteristica del ristorante), si è più rilassati e di buon umore ecco il momento per fare un bel dono alla propria ospite poiché il negozio-showroom è aperto anche per cena.

6 Aprile 2011

PELLICCE IN CUSTODIA O ACQUISTO A BUON PREZZO?

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SAVE THE DATE – di Barbara Vitti

Primavera: pellicce in custodia e acquisto di una nuova pelliccia.

Più che mai di attualità , il trend del prossimo inverno sarà la pelliccia, corta, lunga, a bolero, a bordura su giacche e cappotti, a gilet, ma non possederla è impossibile. Ecco perchè il mio consiglio è acquistarla adesso, per chiedere un “prezzo fuori stagione”.

Caterina Balivo, in cappottino in visone color panna , a maniche corte, con fusciacca gioiello e false maniche in maglia di cachemire strecht.

Che la pelliccia sia il capo “must” dell’inverno 2011-2012 lo testimoniano i dati in crescita degli ordini e il trionfo della pelliccia sulle passerelle. Sorprendono i contrasti armonizzati delle volpi bianche e nere, del chinchilla naturale, del visone volpe, dello zibellino . Molto innovativo l’utilizzo delle lavorazioni tricottate dove il cachemire di qualità fa da sostegno a ricami in volpe o visone. (continua…)

14 Gennaio 2011

2 GIUGNO 1987 IL MESSAGGERO – I SEGRETI DELLE PIERRE

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SAVE THE DATE di Barbara Vitti

Moda & Dintorni . Quelle venti lady che non sfilano mai I segreti delle “pierre”, le donne che costruiscono il successo degli stilisti.

MILANO – Il successo è anche poter diffondere un comunicato-stampa in cui sia scritto: “Il creatore italiano Valentino è stato ospite a cena alla Casa Bianca, seduto al tavolo d’onore del premier giapponese Nakasone”. Fatto vero, questo, accaduto il 30 aprile scorso. Come si fa ad essere invitati a cena da Regan? Il segreto è uno solo, e lo conoscono, nella Milano della moda, una ventina di donne, le magiche signore “pierre” (dall’inglese public relation, sigla “pr”, persone pagate per tessere col mondo rapporti utili per il proprio cliente). Con i loro attrezzi da lavoro – tatto, intelligenza, conoscenze personali, esperienza – queste maghe dell’immagine hanno contribuito in modo decisivo al successo dello stilismo italiano.

“Negli anni Sessanta, quando cominciai a Londra per la Snia Viscosa, il mio lavoro era di organizzare cene in modo che il cliente potesse incontrare certe persone” racconta Barbara Vitti, da un anno responsabile delle relazioni esterne del gruppo Valentino. “C’erano allora tre riviste di moda e trenta giornaliste da conoscere. Ora le riviste sono decine e le giornaliste un esercito: insomma tutto è più difficile”. Fare un buon lavoro per il proprio cliente, quando questi è uno stilista, significa soprattutto stabilire ottimi rapporti con la stampa. Una battuta che circola tra le “pierre” milanesi è la seguente: “Cara ragazza che vuoi cominciare a fare questo mestiere, credi in Dio? Si? Bene, allora ogni volta che sentirai suonare il campanello e vedrai sulla porta una giornalista di moda, quella donna, fino a che il servizio non uscirà sul giornale, sarà il tuo unico Dio”. Capito il discorsetto?

Riuscire ad avere dieci pagine di servizio su una delle riviste femminili conta infatti di più che investire mezzo miliardo in una campagna pubblicitaria. Per questo semplice motivo le giornaliste del settore sono blandite e corteggiate, talvolta ai margini del lecito, come non ha esitato a sostenere Krizia, lanciando roventi accuse contro il mondo del giornalismo di moda. “In realtà il rapporto migliore è informare, senza essere ammiccanti – teorizza Barbara Vitti – anche se la strada del successo, a dirla tutta, comincia pur sempre dallo stilista. Solitamente sono personaggi già per conto loro, personaggi dei quali noi dobbiamo soltanto mettere a punto l’immagine. Prendo il caso Armani, del cui successo mi sento partecipe (ha lavorato dieci anni per lui, ndr). Di Armani dovevamo accreditare questo profilo: lavoratore instancabile, non mondano perché troppo impegnato a produrre. Insomma l’immagine di un milanese, anche se è piacentino”

Per diventare buoni “pierre” si può però partire anche dalla strada. “E’ un po’ il mio caso”, sorride Rita Airaghi, donna-immagine del gruppo Ferrè. “Dieci anni fa ero insegnante di italiano in un liceo scientifico e questo mondo mi era assolutamente sconosciuto. Ma avevo un cugino di nome Gianfranco Ferrè…”.

Rita Airaghi dirige oggi una struttura di dieci persone cui è delegato il compito di diffondere e sostenere nel mondo l’immagine dello stilista italiano più corpulento e tra i più prestigiosi. “Un mio incidente di percorso? Beh, mi ricordo di quando qui a Milano lanciammo un profumo Ferrè. Una grande festa all’Arengario, previste 300 persone, ne arrivarono 400. Ma ancora il bello doveva venire: era aprile, però quella sera la città fu stritolata da un freddo degno di gennaio. Insomma, i 400 invitati andarono a tavola tutti col cappotto addosso. Non ci crederà ma quello, per noi, dal punto di vista dell’immagine, fu un incidente”. Avere buone relazioni con la stampa – dicono da Ferrè – significa anche mandare ogni Natale il regalo a 200 giornalisti. Terreno minato, questo, perché è noto che dove ci sono regali c’è odore di corruzione. Non è vero signora Airaghi? ”Non sempre. Almeno non nel nostro caso: l’importante è che i regali siano un pensierino, che non facciano sentire il giornalista in obbligo”.

Che deve fare un ragazzo che vuole prendere la strada di “pierre”? “Il primo consiglio”, dice Gilda Giuffrida, deus ex machina di un’agenzia indipendente iper-sofisticata, “è di seguire i corsi dell’Inforp, qui a Milano. E’ un approccio importante. Poi, preso il diploma, entrare come ‘ragazzo di bottega’ in un’agenzia medio-piccola. Farsi le ossa, insomma. E imparare ad avere pazienza, molta pazienza. Se mando a quel paese il direttore di una rivista che deve fare un’intervista a un mio cliente solo perché non mi ha richiamato dopo sette mie telefonate, beh, devo sapere che taglio i ponti con quel giornale. Invece bisogna imparare a fare 36 telefonate, sempre con molto garbo”. Quanto guadagna una “pierre” affermata? “Dipende dal contratto che si ha, perché nessuno più o quasi lavora a percentuale”. Dicono che Barbara Vitti, leader nel settore moda, fattura un miliardo l’anno. E’ vero signora Vitti? “Posso costare un miliardo, ma non lo intasco tutto perché il contratto include anche le mie spese, che sono tante”. E se potesse scegliere dopo Valentino un personaggio a cui curare l’immagine, chi sceglierebbe? “Il Papa, perché ne ha tanto bisogno. Non vede a quanti viaggi è costretto per trovare fedeli in giro per il mondo? Basterebbe aver un buon ufficio di ‘pierre’ e il successo sarebbe garantito. Con minore sforzo per lui. Lo giuro”.

di Giuseppe Di Piazza

14 Dicembre 2010

L’OROSCOPO 1972 REALIZZATO DALL’IDEATRICE DI H&M PER GLI AUGURI CHE NON PASSANO MAI DI MODA.

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SAVE THE DATE di Barbara Vitti

Ho iniziato la mia carriera negli anni ’70 alla Hettemarks Konfections S.p.a. Azienda svedese, con sede a Bari. Ann Marie Hettemarks, figlia del proprietario si era sposata con Vito di Cagno, che ricopriva il ruolo di Amministratore Delegato e lei di Fashion and Creation manager formando un’unione italo-svedese.

Mi fu affidato il compito di responsabile dell’ufficio  stampa, Pubbliche Relazioni  e direttrice pubblicità (li ringrazio ancora della fiducia).  Bellissimi anni creativi in collaborazione con altre Aziende di confezione GFT, MAX MARA, MARZOTTO, ROSIER formando il famoso “gruppo dei 5” .

Alla Hettemarks ogni anno inventavamo degli auguri creativi, un disegno di Gruau, di Lattuada, di Brunetta e nel 1972 questo elegante oroscopo di moda con disegni di Margareth Van Den Bosh, alla quale, una volta rientrata in Svezia,  si deve il lancio di H&M.

Auguri di moda Barbara Vitti

19 Novembre 2010

9 NOVEMBRE 1987 AMICA: Fare la”Pierre”? Se non sei brava c’è poco da… sorridere!

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SAVE THE DATE di Barbara Vitti

Lo chiamano “la fabbrica dei sorrisi”, ma il mondo della delle pubbliche relazioni chiede molto più della brillantezza e della disponibilità. “Per fare strada” dice Barbara Vitti, che lavora attualmente per Valentino, “bisogna tenersi sempre al corrente di tutto e non barare mai”

Di fabbriche dei sorrisi, negli ultimi tempi, ne nascono dappertutto, nelle grandi città e in provincia. Sorrisi per procurare affari e sorrisi per fare affari in proprio. Che si tratti di promuovere una mostra, di lanciare un nuovo prodotto, di battezzare un fascicolo di carta patinata oppure di far conoscere un’azienda a chi conta, agli opinion leader o agli opinion maker, le società di pubbliche relazioni sono indispensabili. Da loro può dipendere il successo o l’insuccesso di iniziative produttive, commerciali o culturali che costano miliardi. Dietro i sorrisi, infatti, ci sono professioniste delle relazioni pubbliche, una specializzazione sempre più richiesta e sempre più fatta di donne.

Ma è così facile fare le pierre? I sorrisi corrispondono sempre con facilità a grandi guadagni? Lo abbiamo chiesto a Barbara Vitti, 46 anni, una delle specialiste più apprezzate a Milano, ora impegnata a tempo pieno con il suo studio per i trenta marchi di Valentino. “E’ vero che queste prestazioni professionali sono sempre più richieste dalle aziende e che la domanda di pubbliche relazioni oggi supera l’offerta. Ma è anche vero che proprio per questo motivo non si è avuto sufficiente tempo per preparare adeguate professionalità”.

Ciò significa che si assisterà a una selezione sul campo. Per vincere la ricetta è la solita: studio (c’è un istituto specializzato a Milano), esperienza e qualità personali. Quali?

“Quello che si vede del nostro lavoro, i cosiddetti eventi, le cene, le serate, le manifestazioni, è solo la punta di un iceberg. Dietro c’è il lavoro dei contatti, del telefono, delle interviste, l’attività normale e faticosa dell’ufficio, che deve essere altrettanto efficiente. E poi i rapporti con il cliente, con l’azienda per coordinare l’attività di pubbliche relazioni con la produzione, il marketing e la pubblicità”.

L’informazione e l’immagine devono essere in sintonia con la filosofia aziendale. C’è anche l’immagine di chi fa immagine…

“E’ un rapporto continuo con il mondo dell’editoria e dei mass media, un rapporto giornaliero, per me, ormai, consolidato”.

E’ il vero patrimonio di un pierre, insomma.

“Certo. La conoscenza del settore dell’informazione non si fa in un giorno ed è la prima caratteristica per fare questo lavoro”.

E le altre qualità?

“La credibilità: non bisogna imbrogliare mai. E poi essere informati su tutto. Devi sapere o far finta di sapere, essere abile a guadagnare tempo quando non sai e circondarti di fonti di informazione per prepararti rapidamente. Moda, per esempio, non significa soltanto sfilate. E’ anche un fenomeno economico”.

Ma come si conquistano i giornalisti?

“I giornalisti non si comprano se non con la professionalità. Noi abbiamo bisogno della stampa ma anche la stampa ha bisogno di noi”.

Intanto, però, si fanno affari d’oro.

“Si frequenta, per professione,il mondo della gente che conta. Vivi da ricco, e questo lavoro ti paga le spese per restare all’altezza, ma non lo sei”.

“Per me si diventa ricchi” incalza, invece, Emma Averna, 20 anni, figlia unica di Barbara Vitti, studentessa di scenografia a Brera ma già imprenditrice, ovviamente nelle pubbliche relazioni. Ha, infatti, appena dato vita allo Studio Junior. Il primo cliente è Aldo Ciavatta e la sua Cfm, che produce 150 miliardi di casual all’anno con marchi come Ball e Caterine Hammnett. E’ un’altra fabbrica dei sorrisi.

di Ettore Tamos

10 Ottobre 2010

SESTO POTERE

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Save the date di Barbara Vitti

Sesto Potere – Sfilate di Moda / Pierre degli stilisti 12 ottobre 1986 Panorama

Una volta si arrivava al quarto potere, la stampa. Poi è esploso il quinto la televisione. E adesso? Trionfano le pubbliche relazioni. Fra i protagonisti del made in Italy ci sono anche loro. E in primissimo piano.

In passerella vanno e vengono nuove monache, lussuose maliarde, signore in drappeggio. Intorno giornalisti e buyers accorsi da tutto il mondo si affannano nella settimana non-stop della moda milanese per tener dietro al turbinio di feste , sfilate, cocktail che gli stilisti, da Armani a Krizia, a Versace, a Ferré offrono come principi rinascimentali. Soprani addirittura inaugura un suo palazzotto (ex-Campari) con cena tutti seduti. Sul New York Times, sui quotidiani italiani e sulle televisioni di tutto il mondo la grande avventura del made in Italy in questi giorni è protagonista con anticipazioni, indiscrezioni, titoli a scatola.

Sempre più complesso e sofisticato si fa il gran circo della moda. E sempre più ardua e raffinata si deve fare la regia di chi sta dietro le quinte tira le fila di questa scintillante andata in scena. Chi sono gli astuti suggeritori d’immagine, i personaggi che tutto l’anno lavorano a lustrare la fama degli stilisti, contattando i giornalisti, allestendo cocktail e pranzi, fino alle due apoteosi delle sfilate di marzo e ottobre?

Loro prima di tutto si definiscono distinguendosi: un gruppetto che fa caso a sé, sia rispetto all’estero, sia rispetto al gran carrozzone delle pubbliche relazioni italiane.

Niente a che fare quindi con il classico addetto alle relazioni esterne. Tutti diversi anche dai tradizionali uomini azienda, perché non accettano di dedicarsi a una sola impresa, ma vogliono rimanere indipendenti, con la targhetta del nome sullo studio.

Mestiere inedito, speculare al miracolo del sommerso italiano. Degli eroi del made in Italy hanno i pregi e i difetti, un concentrato di virtù artigianali e di professionalità all’americana. Creatività, elasticità e capacità di adattamento, ma anche incapacità di fissare un orario e di stabilire i confini tra lavoro e vita.

Registi occulti ma indispensabili, sono i nuovi protagonisti di una specie di calcio mercato della moda. Nei mesi scorsi gli stilisti si sono strappati i professionisti dell’immagine a colpi di centinaia di milioni. Caso più clamoroso quello di Barbara Vitti, che nel giro di un anno è volata da Armani a Valentino; a ruota l’hanno seguita Doretta Palazzi, acquisita da Soprani, ed Emanuela Cordero di Montezemolo, passata da Versace al Gft.

Un mestiere che ha sempre più appeal nella borsa valori delle professioni e che ormai può contare i suoi veterani. Ecco la storia di uno di tre personaggi nati insieme al prêt-à-porter, eroi dell’immagine tanto collaudati quanto poco conosciuti dal grosso pubblico.

Milanese a Roma

“Guardi, Villarini, che a Milano si lavora”. L’apostrofato, che per un attimo aveva osato appoggiarsi a una sedia, è un dirigente del gruppo Valentino, romano. L’apostrofante è Barbara Vitti, milanese doc, concreta e trionfante, che da qualche mese ha preso in mano le pubbliche relazioni per l’Italia del sarto più agognato dalle donne, Valentino appunto. E la frase diventata un po’ il ritornello con cui i romani prendono in giro la manageriale signora rossobruna calata dal Nord. “Anche perché” dice Vitti “in certi posti a Roma lavorano più di noi”.

Figlia d’arte (la mamma scriveva di moda), ha cominciato come giornalista, poi piano piano è scivolata nel mestiere di medico dell’immagine. Prima per l’azienda di confezioni Hettemarks, nello studio di via Zamenhof nel Ticinese a Milano, poche stanze e una gran magnolia dove in amicali conversari Barbara offriva brioches e caffè o tè e pasticcini, a seconda dell’ora. Alle amiche più intime e più frettolose veniva in soccorso anche una lavatina di capelli (nel bagnetto, a opera di una vicina parrucchiera chiamata ad hoc).

Nell’81 il salto dal popolare Ticinese alla prestigiosa via Durini, dove lavora con nove persone “come in un vero ufficio” spiega. “Teniamo persino la contabilità dei campionari”.

Cinque anni durante i quali ha corso per i colori di Armani e poi, a inizi ’86, una sfida tutta diversa, pensare all’immagine del gruppo riminese di Aldo Ciavatta, nuovo idolo dei giovani con Closet e Ball. “Dal rigore di Giorgio a questa moda informale era un bel salto” commenta. Ma lei non si è persa d’animo e ha debuttato con una bella festa di primavera a Rimini.

Anche quando si è fatto avanti Valentino Barbara ha posto una condizione: “Vengo a patto di mantenere il mio studio”. Adesso gestisce, sempre da via Durini, 34 linee firmate Valentino, dagli abiti per la boutique agli occhiali, alle penne, alle piastrelle. “Non sono una donna azienda. Io sposo al cento per cento la causa dello stilista per cui lavoro, ma voglio stare a casa mia, voglio che per venire da me suonino il campanello”.

Le sue regole d’oro? “Conoscere bene il nemico, cioè la stampa, i mezzi di informazione. Grande capacità organizzativa e grande disponibilità”. Un suo vezzo? Oggi Barbara non veste mai firmata da capo a piedi da un solo stilista, ma mischia, spesso portandosi addosso la sua storia. Capita che la camicetta sia di Versace (altro stilista per cui ha fatto la consulente), la gonna si Valentino, la giacca firmata Armani. E’ la spia di voglia di indipendenza?

Di Maria Luisa Agnese e Maria Vittoria Carloni

7 Settembre 2010

SAVE THE DATE di Barbara Vitti. Anni ’80, Public Relations, esperienza sul campo all’alba del Made In Italy.

Archiviato in: Moda, Notizie, Save the Date — cristiana @ 2:55

Ho pensato di pubblicare  quattro o cinque interviste, fatte a partire dal  1985, che ci permetteranno di riconoscere le regole del gioco, un gioco complesso, che dura e muta, in questi ultimi 25 anni, fino ad arrivare al 2010. Sul campo ho imparato molte cose, dal marketing, perché è fondamentale sapere cosa vuole la gente, le conoscenze, le curiosità non solo a livello nazionale ma anche internazionale. Bisogna leggere, conoscere nomi di giornalisti, Direttori. Curare il dettaglio, anche minimo, mantenendo alta l’attenzione cercando di muovere un ingranaggio difficile e quasi algebrico, in modo perfetto, consapevole di riuscire ad ottenere “ spesso” la massima qualità. Questo primo articolo è dedicato alle tre figlie di Natalia Gattermayer Michela, Paola e Valentina.

di Barbara Vitti

MARZO 1985 FASHION:

Barbara Vitti: il fascino “borghese” di una  P.R. -

di Natalia Gattermayer

Dolce? Si, è dolcissima quando parla con la sua erre un po’ moscia e la cantilena dell’Italiano parlato da una lombarda-bene. Femminile? Si, è femminile quando racconta con amore della sua ragazzina, Emma, di dodici anni, e dei fiori del suo terrazzo che annaffia alla mattina alle cinque, cinque e mezzo, perché così è sicura di farlo sempre e bene. Borghese? Si, ma illuminata, come ama definirsi, perché si diverte alle stravaganze e follie di tanti personaggi della moda, ma il suo mondo è e sarà sempre quello degli affetti più veri, quello della casa, quello del lavoro. E qui entra in campo la Barbara Vitti che si intravvede nello sguardo profondo e brillante: la donna intelligente e tenace che sa quello che vuole e lo ottiene.

Allora Barbara, come cominciamo?

Per prima cosa vorrei sottolineare che P.R. significa lavoro e non passatempo mondano. Ci sono persone che sono convinte che quello che conta sia il risvolto elegante. Io no. Solo se è proprio indispensabile esco con i clienti o vado al ristorante qualche rara sera. Tutti sanno che io sono a disposizione lavorativa dalle otto alle diciotto, ma niente sabato e niente domenica, tranne in qualche occasione particolare, e assolutamente off limits sono le telefonate a casa. Nel tempo libero sono una mamma e una casalinga che vuole il suo spazio.

Fammi il ritratto della perfetta P.R.

Per i clienti, la P.R. deve essere una fata, magari una strega, con bacchetta magica, palla di cristallo e poteri divinatori senza limite. Per il pubblico è una superdonna che con spacchi, velette e trasparenze passa da un ricevimento all’altro.

E per te?

Io sono per così dire figlia d’arte quindi il mio lavoro all’inizio è stato facile. Mia madre, tra parentesi le sono legatissima (non per niente sono del cancro), era giornalista in un giornale femminile. Io respiro questa “cert’aria” da sempre. Anch’io ho cominciato in un giornale e continuo con una rubrica di consigli e commenti di moda in un settimanale a grandissima tiratura. Questo è un vantaggio perché so perfettamente i problemi delle redazioni e conosco tutte le redattrici molto bene.

A proposito cosa ne pensi?

Ho una grande stima per le giornaliste, e questa non vuole essere un’adulazione, perché è merito loro se la moda italiana sta tirando come tira; e anche un grande rispetto per il loro lavoro. Per questo non spingo mai i clienti piccoli a fare manifestazioni e pubblicità al di sopra delle loro possibilità di mercato. Se i giornalisti parlano, la domanda aumenta e bisogna soddisfarla. Come si fa senza l’organizzazione e la distribuzione giuste?

Qual è il tuo cliente ideale?

La grande industria. Per carità, coi clienti piccoli io mi diverto tantissimo a trafficare occupandomi di tutto anche del bottone. Ma il cliente piccolo dalla P.R. si aspetta i miracoli, chi sa perché. E’ più semplice lavorare con la grossa organizzazione, per esempio il Gruppo Finanziario Tessile, per il quale curo Solo Donna di Cori, Coriandoli, Facis, Marus, e per ultimo Mani, il prêt-à-porter firmato Giorgio Armani, ma a prezzi accessibili.

Perché?

Perché sono super organizzati, e questo facilita la buona riuscita delle varie iniziative.

Per chi altri lavori?

Sono consulente del gruppo C.G.A. per Mix and Match e Duelle, di Rocco Barocco, lo stilista di alta moda che adesso fa anche la moda pronta, di Memy Reina, specializzata in gonne e bluse e di Parrini, prêt-à-porter classico e habillé. Come vedi tutta moda e solamente moda. (continua…)

21 Aprile 2010

GIULIANA PARABIAGO: UN DIRETTORE CON I FIOCCHI

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SAVE THE DATE di Barbara Vitti

Ritratto di Giuliana Parabiago

Ritengo VOGUE BAMBINI la più bella testata per bambini, adolescenti e mamme diretto dal 1997 da Giuliana Parabiago, una donna-ragazza dalla quale traspare leggerezza e ironia , la cui competenza è apprezzata da tutti. Laureata in lettere moderne, giornalista di moda e di costume, la sua passione è sempre stata rivolta al mondo dei bambini anche quando collaborava con altre testate.

Un tempo il rapporto con i bimbi era ingessato, man mano lei ha saputo socializzare, l’ho vista io durante un servizio fotografico (i fotografi sono esclusivamente esperti in foto per bambini) prendersi a cuscinate con un gruppo di bambinetti timidi e strafottenti, il gioco era fatto, in mezz’ora aveva socializzato e il servizio si poteva incominciare.

Copertina del primo Vogue Bambini diretto da lei nel 1997

Nella redazione di Vogue Bambini, tutto è in funzione loro. In questi ultimi anni il mercato delle grandi firme per adulti ha incominciato a occuparsi anche delle linee infantili , all’inizio un po’ distrattamente (Roberto e Eva Cavalli, Bikkembergs, Dynamic Jeans, Moschino, Diesel, Simonetta, Anna Molinari, Lavinia Biagiotti e molti altri) oggi con grandi progetti , molti proposti e ideati da Giuliana. Tra i marchi storici della moda infantile, brillano per la loro bravura I Pinco Pallino di Imelde e Stefano Cavalleri che oltre la linea base hanno le nuove gold e silver. Per le calzature Primigi, Chicco per l’universo infantile, United Colors Of Benetton per gli adolescenti.

Ultima copertina del Marzo 2010.

Sfogliando l’ultimo numero  mi ha divertito che le rubriche e i servizi, adattati alla giovane età dei lettori fossero impostati come le riviste degli adulti: RUBRICHE : oroscopo, charity, design, libri ecc. MODA e ATTUALITA’. Giuliana è una grande protagonista delle edizioni di Pitti Bimbo a Firenze ( organizza sfilate, gallerie fotografiche, mostre, cene ed eventi ludici) dirige con altrettanta maestria VOGUE SPOSA .

5 Marzo 2010

OMAGGIO A MILANO E AL MILANESE *

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Foto Negozio Viganò fine '800

SAVE THE DATE di Barbara Vitti

Ne podè pù de vedè no per portà gli oggiai del Viganò (non ne posso più di non vederci per portare gli occhiali del Viganò)

Con questa pubblicità degli anni ’60 voglio rendere un piccolo omaggio alla mia città natale “Milano” e al milanese, in un lessico vivo, con accenni alla storia e alla moda.

STORIA

Mariagela Melato- Il padre "ghisa", la madre una di quelle"milanesone" che mischiano il dialetto all'italiano e lei grande attrice che ha sempre dichiarato " la mia città è un pò come me: non palesemente bella, in realtà bellissima. foto di Carlo Orsi dalla rivista CITTA' diretta da Guido Vergani.

Raccontatami da Giovanni Barrella, il grande poeta milanese, amico nella mia giovinezza, con il quale ho trascorso insieme a sua moglie, dei pomeriggi indimenticabili a base di cioccolata calda e straccadent. L’aristocrazia milanese amava fare “salotto” nei numerosi caffè, che si aprirono verso la fine del ‘700.

INTORNO AL DUOMO

Cochi e Renato - i veri umoristi milanesi, davanti alla pasticceria Sant Ambroeus. Il santo di Milano lè stato da loro definito il fidanzato della Madonnina! Foto di Carlo Orsi dalla rivista Città diretta da Guido Vergani.

I clienti si sedevano intorno alla “brasera”, il recipiente di rame sul pavimento contenente (continua…)

10 Dicembre 2009

QUIRINO CONTI: UN’AMICIZIA NATA GRAZIE AD UNA SPALLINA NON SUFFICIENTEMENTE POETICA!

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Dall’8 dicembre al Teatro Verdi di Salerno “Omaggio a Gianni Versace” nell’opera “Il Nabucco” costumi di Quirino Conti- regia di Gigi Proietti- Diretto dal maestro Oren. Dal 4 al 10 gennaio 2010, sarà al Politeama di Catanzaro e in seguito a Gerusalemme.

a cura di Barbara Vitti

Bozzetto di Quirino Conti per il personaggio di Fenena

Nessuno amò il teatro come lui” dichiara Quirino Conti parlando di Gianni Versace che portò al Teatro l’essenza stessa dell’autentica “Alta Moda”, nella ricerca di straordinari materiali contemporanei appositamente realizzati, per raccontare il passato in uno stile senza tempo. “Ecco perché ho dedicato al suo talento creativo i costumi che ho creato per il Nabucco“. Colgo l’occasione dell’annuncio di questa bellissima notizia, per raccontare l’amicizia infinita che esiste fra me Quirino e Orlando Gentili, il suo braccio destro, e che risale agli anni ’80.

Vedi, Maurizio, questa spallina non è ancora sufficientemente poetica!..” mi  fermai esterrefatta lungo il corridoio. Ero negli uffici del GFT e, in quegli anni effervescenti di moda e di stilisti emergenti, tante ne avevo sentite ma nessuna mi era sembrata così incredibile eppure…

In quel momento non immaginavo certo che al di là di quella porta socchiusa avrei dovuto incontrare quello che sarebbe stato, reciprocamente, uno dei legami fondamentali – quei legami extrafamiliari, extraconiugali, ma altrettanto “fondanti” – della vita.

Quirino Conti _ foto di Corrado Maria Falsini

Di Quirino la prima cosa a colpirmi ed attrarmi fu il suo uso delle parole. E ancora una volta l’istinto mi aveva guidato all’indirizzo giusto. Proprio dell’uso delle parole Quirino avrebbe fatto nella sua carriera di eclettico artista prima (architetto, stilista, scenografo, costumista, regista) e di scrittore poi (il suo saggio “Mai il mondo saprà”, Feltrinelli editore è citatissimo da ogni fashion addict e straosannato nei blog!) la sua inconfondibile cifra stilistica.

Proprio dalle parole nascevano indimenticabili collezioni “Amish“, “Gipsy“, “Canada“, “Tuareg” (per Valentino), “Hare Krisna“, “Khassidim” ( per Inghirami), “Sitwell family” (per Krizia Uomo)… frutto di straordinarie ricerche (Quirino vive di libri e d’immagini!) e di suggestioni che hanno lasciato un forte (continua…)

4 Dicembre 2009

EMOZIONATA E COMMOSSA ALLA PRESENTAZIONE ” DELL’ULTIMO IMPERATORE”

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di Barbara Vitti

Ho collaborato per più di otto anni con Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti ed ho visto con enorme piacere, nel film l’Ultimo Imperatore i momenti più pubblici e quelli più creativi dell’universo Valentino. Mi è piaciuto? Moltissimo, ho ritrovato il genio di un raffinato artista e l’intelligenza di un grande manager. Una piccola osservazione: troppi abbracci, baci e mano nella mano, non era nel loro quotidiano, ma forse piaceva al regista Matt Tyrnauer, il giornalista di Vanity Fair.

16 Novembre 2009

Io…Io: UNA GRIFFE NATA DALL’INTESA DI DUE GIOVANI MAMME E LE LORO RAGAZZINE

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a cura di Barbara Vitti

Dietro un’impresa giovane di abbigliamento infantile IO…IO io mamma, io bimba, che compie quest’anno sei anni, c’è una bella storia di due mamme e le loro figlie, di un’amicizia che nasce a scuola e da una passione comune per le belle cose e il desiderio di realizzarle. Rossana e Monica coadiuvate da Elena e Carolina iniziano con una prima collezione dedicata alle bambine e ragazzine creando una squadra di artigiani, di artiste dell’uncinetto ,di laboratori tutti italiani, così come i materiali e i tessuti, con completi di un gusto che mette d’accordo mamme e figlie.

da destra a sinistra, Monica, la figlia Carolina, Elena e la mamma Rossana al termine di una sfilata.

Dalle figlie animaliste c’è la proibizione assoluta di usare pelli e pellicce e così decidono di completare magliette, orli e tasche di jeans con decorazioni che luccicano, Swaroski e pietre colorate. Dalla seconda collezione presentata a Pitti Immagine Bimbo nascono nuove possibilità sia sul mercato interno, sia sui mercati esteri: Harvey Nichols a Londra, rappresentanze in Russia e negli Emirati Arabi, clienti in Oriente e Belgio.Nonostante la crisi economica che ha investito anche questo settore, l’attenzione e la cura che pongono nel loro prodotto, la qualità dell’immagine le rassicura, anche perché nel loro futuro s’intreccia quello delle loro ragazzine, che vogliono da grandi continuare la strada tracciata dalle loro mamme. Quest’anno la Rinascente ha offerto a IO…IO una grande vetrina, per il periodo natalizio, un altro successo.

vetrina La Rinascente

15 Maggio 2009

UNA LUNGA STORIA ANCORA ATTUALE: IL MATRIMONIO a cura di Barbara Vitti

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Uno degli accordi più radicati nel tempo tra l’uomo e la donna è la convivenza, cambiato radicalmente con l’avvento del cristianesimo: al matrimonio fu attribuito il valore di sacramento e scopo primario divenne la procreazione dei figli e l’indissolubilità del legame tra i coniugi . La rivoluzione industriale, la Riforma Protestante e la diffusione dell’ideologia individualista, tipica delle società moderne, hanno comportato nel corso dei secoli significativi mutamenti nel matrimonio come istituzione. Meglio non sposarsi se non si è consultato “IL MIO MERAVIGLIOSO MATRIMONIO”.Tutto, intendo dire tutto, per gli sposi, i genitori degli sposi, i nonni, le famiglie allargate, gli amici da invitare, i testimoni e i paggetti, cerimonie e riti in tutto il mondo, curiosità inviti bomboniere confetti, l’abito della sposa e dello sposo, il bouquet ecc.
Un libro che non può mancare nella vostra libreria, che vi aiuterà anche a non sbagliare, che si affiancherà a voi per stendere il budget della cerimonia. Quasi quasi, mi risposo un’altra volta……. anche per questo “caso” mille suggerimenti.

Direttore Resp. Fiorenza Vallino
Progetto Editoriale Bruna Rossi
Scritto da Paola Ciana e Rachele Enriquez
Art director: Federica Plazzotta
Contributors di : Giusi Ferrè, Paola Piacenza, Marina Terragni, Donatella Bogo e Laura Leonelli.
Edizione speciale per IO DONNA da RCS Periodici Spa
In vendita in edicola e nelle librerie fino al mese di settembre.

20 Marzo 2009

1963 LA MODA RACCONTATA DA DUE GRANDI GIORNALISTE-SCRITTRICI.

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Continua…

1963 LA MODA RACCONTATA DA DUE GRANDI GIORNALISTE-SCRITTRICI :
Maria Pezzi e Irene Brin con illustrazioni di Brunetta.

Nell’ultimo articolo abbiamo parlato della giornalista Maria Pezzi.
Questa puntata la dedichiamo a Irene Brin con i disegni di Brunetta Mateldi, sempre nel 1963.
Ma siamo veramente nel 1963 o nel 2010? Vale la pena di rileggere questi straordinari pezzi di moda-cultura-stile di vita. Non ve ne pentirete.

1. Soltanto se siete castellane vi vestirà Yves Saint Laurent
Passerella della moda di Parigi – 30-31 luglio 1963 – di Irene Brin – disegni di Brunetta

Per il delfino di Dior esistono esclusivamente le figlie delle duchesse che aborrono sciatteria e disordine. Qualche consiglio per aggiornarsi: spalline militari sui vecchi cappotti, abitini bucherellati o squarciati, grembiulini senza maniche, mezze parrucche fermate alle tempie.

Ci sono nella moda come nelle arti, in letteratura come in musica, dei cicli inevitabili. Ora è il momento di Yves Saint Laurent, punto e basta. Non il Saint Laurent allievo di Dior. E nemmeno il Saint Laurent della prima collezione, piuttosto teatrale e piuttosto povero. Tutto cominciò realmente con la collezione gennaio 1963, quando i capitali americani erano già affluiti in massa, quando Pierre Berger aveva cominciato a scrivere i suoi impareggiabili press-release, quando la principessa Radziwill aveva già preso posizione in favore di questa sartoria giovanissima e tuttavia cospicua, quando la viscontessa Des Ribes aveva dichiarato: ” Qui mi vesto e qui resto”. Il gioco era fatto.

Supponiamo che, per miracolo, voi crediate ancora nella moda. Voglio dire, crederci sul serio, credere che bisogni, assolutamente, diventare diversa ad ogni stagione, dar retta a Forquet oppure a Dior? Inchinarvi davanti alle trovate di Lanvin, gridare che “Ferreras è Ferreras, e la signora Guinnes il suo profeta”. Cosa vogliamo fare per aggiornarvi? Tanto per cominciare dovete imbottirvi le spalle dei tailleurs e dei cappotti. Non è facile se non avete “lasciato dentro” le cuciture dei vecchi cappotti e dei vecchi tailleurs un bel pezzo di stoffa. Altrimenti potete ricorrere alle spalline da ufficiale, magari eseguite in un jersey abbastanza intonato all’insieme. Poi dovete pensare fermamente alla Russia. Che ne direste di stivaloni e fazzoletto legato sotto al mento? Facile, pratico, non troppo costoso. Ma anche un cappellino da curato, con un pom-pon al centro ed una sciarpa di mussolina infilata nell’ultimo bottone della giacca, a sinistra, portato in modo che svolazzi al vento, potrebbe andar benino. (continua…)

17 Febbraio 2009

1963 LA MODA RACCONTATA DA DUE GRANDI GIORNALISTE-SCRITTRICI :Maria Pezzi e Irene Brin con illustrazioni di Brunetta. di Barbara Vitti

Archiviato in: Moda, Save the Date — cristiana @ 3:06

Nell’archivio di mia madre Gemma e mio ho ritrovato una serie di straordinari articoli , delle
due famose giornaliste, che avevano registrato tendenze, successi, atmosfere, di quello che
allora era un ideale collegamento tra chi disegnava un abito, chi lo produceva e chi lo indossa-
va .Dai titoli ai testi si respirava un’aria di grande libertà di giudizio, senza nessun condizionamento. Allora, la moda non produceva pubblicità, c’erano solo i tessutai, gli accessoristi e i profumi che sostenevano le sfilate.
Maria Pezzi: una delle prime illuminate giornaliste e disegnatrici di moda. Ha collaborato
A ” Il Corriere d’informazione”, il “Giorno” e il mensile” Donna”. Iniziò la sua carriera
a Parigi , incoraggiata dall’illustratore Renè Gruau. Per i suoi novantanni nel 1998, i Missoni le hanno dedicato un libro scritto da Guido Vergani : Una vita dentro la moda.
Irene Brin : pseudonimo di Maria Vittoria Rossi, attribuitole da Leo Longanesi. Appena terminata la guerra iniziò una lunga collaborazione con la ” Settimana Incom” illustrata da Luigi Barzini Junior. I suoi articoli colti e raffinati, che firmava Contessa Clara Ràdjanny von Skèwitch dispensavano alle lettrici consigli di stile, moda, vita sociale. Fu la prima italiana a collaborare
con una testata americana ” Harper’s e Baazar’s “avendo conosciuto a New York, Diana Vreeland.
I suoi articoli all’inizio apparivano su ” Il lavoro di Genova” e poi sul “Corriere d’Informazione”.
Brunetta Mateldi, trasformava le più comuni figure in personaggi. Aveva un terzo occhio per cogliere i dettagli più nascosti e insoliti. Orio Vergani di lei ha scritto : il disegno e la pittura sono in lei istinto. Collaborò con Irene Brin negli anni ‘60 e creò un sodalizio con Camilla Cederna nel ‘70 per raccontare con le sue illustrazioni ” il lato debole” sull’Espresso”.

1. Questo sarà l’anno delle giacche lunghe
Oggi si apre a Parigi la settimana della moda. – 22 luglio 1963 – di Maria Pezzi

L’aeroporto di Orly, ieri, a Parigi, sembrava la succursale della moda: da tutti gli apparecchi, provenienti dalle più disparate parti del mondo, si sono riversati a Parigi 600 giornalisti specializzati e centinaia di sarti, confezionisti, buyers.

Cardin non presenterà alle 17 la sua collezione: “Non voglio più essere il sarto rompighiaccio della stagione. Succede che la stampa, fresca e aggressiva nella prima giornata, critica senza misericordia, per poi ritornare pentita, all’ultimo giorno, quando è ormai satura e delusa, per dire: però, la sua collezione era una delle più belle.”

“La moda è l’arte in movimento; chi non cammina torna indietro.” (continua…)

1 Dicembre 2008

COLLEZIONI 1966- 1966/1967 Centro di Firenze per la Moda Italiana – Alta Moda a Roma di Barbara Vitti

Archiviato in: Moda, Save the Date — cristiana @ 4:00

Il futuro della moda era già li, nato sulle passerelle di Pitti. In conseguenza ai mutamenti di costume e di tendenza, che influenzavano il mondo della moda, nasce un accordo tra Camera Nazionale della Moda Italiana di Roma che organizzerà le presentazioni negli atelier delle maison e il Centro Moda di Firenze che, con notevole anticipo, intuisce l’importanza delle “mode pronte da indossare” e inizia ad organizzare manifestazioni per il pronto, per boutique e per capi in maglia. Press-realease, accurate e preziose, con tratti, la maggior parte di Brunetta, Maria Pezzi, Alberto Lattuada, testi in tre lingue:italiano-inglese-tedesco, descrizioni accurate uscite dalle penne di Giornaliste di Moda. Tutte invenzioni nate a Pitti, che hanno fatto scuola e che ancora oggi segnano il corso della moda. Il futuro era già li ed era il 1966. Una grande alleanza si era creata tra moda, parrucchieri, calzature, gioiellieri veri e bijoux, calze, trucchi delle marche più famose e cappelli creando una squadra completa pronta ad affrontare il mondo intero Mannequin, silhouette, defilé, boutiques, Buyers, Press-kit, Public-relations, le parole che s’incominciavano a leggere negli articoli delle nostre più apprezzate giornaliste di moda italiane e straniere.
Nel Mondo: iniziano gli anni della tecnologia, i televisori sono presenti nelle case di otto Italiani su dieci, l’industria spaziale prepara lo sbarco sulla luna, nascono periodici e pubblicazioni di ogni genere, cambiano i costumi e con essi anche gli italiani.
Gli hippies danno vita ad una cultura alternativa attraverso la contestazione e il dissenso. Grazie a “are you experinecd” si fa strada il mito di Jimi Hendrix, che getta le basi per la più fantastica e creativa ondata di musica rock, che di lì a poco avrebbe invaso il mondo.

Io c’ero, ero giovanissima.

Barbara Vitti

clicca qui e trovi le PRESS-RELEASE, FOTO, TITOLI E DIDASCALIE Dalle collezioni “Luglio 1966” e “Autunno Inverno 1967” .

save-the-date-dicembre-2008


21 Ottobre 2008

LA MODA DA SEMPRE E’ LO SPECCHIO DEI TEMPI di Barbara Vitti

Archiviato in: Moda, Save the Date — cristiana @ 3:47

CON BARBARA VITTI RIPERCORRIAMO GLI ANNI  DIFFICILI PER IL SETTORE DELLA MODA:

  • 1968- LA RIVOLUZIONE GIOVANILE: Eskimo, Montgomery, Ray-Ban, Clark, Loden, trench Burberry, mocassini, borse a tracolla, zatteroni hanno segnato l’anno della rivoluzione giovanile.
  • 1991- GUERRA DEL GOLFO: la Moda si incontra e scontra con la finanza.
  • 2001- 11 settembre : il primo blocco dopo l’attentato alle Twin Towers.
  • 2008 Crollo della Borsa Americana, ripercussioni in Europa, mancanza di liquidità nelle casse dei principali Istituti di Credito.

(continua…)

1 Settembre 2008

2008 SULLE SPIAGGE, UN’ESTATE TAROCCATA “MADE IN ITALY ” di Barbara Vitti

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Prodotti taroccati, contraffatti, falsificati sono un fenomeno che ormai non è più un illecito solo dell’industria della moda, ma purtroppo oggi è un fenomeno che supera la metà del valore dell’agroalimentare del nostro Paese, un business da 60 miliardi di euro, di alimenti venduti all’estero con il marchio italiano. L’elenco di prodotti contraffatti è lunghissimo, ultima falsificazione quella della carta stampata, parlo dell’Economist autorevole settimanale inglese, le cui fotocopie sono state trovate a Pechino, vendute fuori da una libreria.
In Italia, quest’estate, sia attraverso i giornali, sia in televisione si è fatta una gran battaglia contro i prodotti taroccati venduti sulle spiagge annunciando multe elevatissime agli ambulanti e agli acquirenti. Così ho ripensato ad un bel progetto studiato nel 2002 e purtroppo mai realizzato, tra ALTAGAMMA (allora ero responsabile dell’ufficio stampa ed in quest’operazione affiancavo il Segretario Generale, Armando Branchini), Elle (edito da Hachette/Rusconi), il COMITE’ COLBERT e WALPOLE.
Forse, un po’ modificato potrebbe essere ancora un progetto di sicura attualità!

(continua…)

10 Marzo 2008

RICHARD AVEDON 1944-1994 – 18 GENNAIO – 5 MARZO 1995

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18.jpg« RICHARD AVEDON 1944-1994 » 18GENNAIO-5 MARZO 1995
Palazzo Reale- Sala delle Cariatidi- Milano
Presentata da Gianni Versace, Richard Avedon e
Philippe Daverio, allora Assessore alla Cultura
del Comune di Milano. Leonardo Mondadori per
l’occasione stampa EVIDENCE 1944-1994.
Perché parlare di questa mostra mentre a Milano si svolge la prima retrospettiva dell’artista scomparso nel 2004? Perché una mostra come quella del 1995 non si potrà più ripetere senza loro: Gianni Versace, il versatile stilista grande creatore d’immagini e il celebre fotografo Richard Avedon, che personalmente (continua…)

24 Gennaio 2008

1968-2000 PR E STILISTI – PRIMA PARTE

Archiviato in: Moda, Save the Date — cristiana @ 6:45

foto-1.jpgI pionieri di queste professioni in Italia avevano basato il rapporto
con i media e tra p.r. e stilista, sui contatti personali. Perciò era molto importante conoscere i personaggi della cultura, dell’alta società,
la stampa a tutti i livelli, per creare una corrente continua d’informazione.
Farsi conoscere e fare conoscere i propri clienti: da qui la nascita di raffinate cene, sontuose manifestazioni ( Firenze- Pitti con Giorgini-
Palazzo Grassi con la SNIA le sfilate a Milano alla Fiera ecc.) o cene private in casa degli stilisti.

(continua…)

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