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28 Marzo 2012

FERRARI CAMPIONE DEL MONDO A PRESCINDERE?

Archiviato in: Auto, IL BLOG "PERLE E PIRLATE" da candido motore, Notizie — cristiana @ 10:08

A Maranello lavorano tutti giorno e notte per dare a Fernando Alonso una Ferrari degna di questo nome, che gli permetta di giocarsi sino in fondo questo mondiale di Formula 1 dove ora si trova ¬ quasi par caso ¬ in testa. Tuttavia, se dalla pista a fine stagione arrivasse un responso negativo, ci si potrebbe appellare alla Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA) per vincere il mondiale comunque, a prescindere dai risultati di gara. Fantasport? Non proprio. Basterebbe chiedere un’applicazione estensiva della sentenza del Tribunale del Lavoro di Bologna che il 27 marzo ha riammesso la FIOM alla Magneti Marelli. La FIOM non ha firmato il nuovo contratto di lavoro e, per la riscrittura dell’articolo 19 dello Statuto dei Lavoratori a seguito del referendum del 1995 voluto dai sindacati confederali, è stata esclusa dalla Magneti Marelli, come anche dagli stabilimenti Fiat. Poiché il tribunale ha stabilito che, pur in mancanza della firma, è molto più probante l’effettiva partecipazione al processo di formazione del contratto, anche in senso critico, la Ferrari è in una botte di ferro. Ha partecipato al mondiale. E l’ha fatto in senso critico, segnalando più volte che l’aerodinamica ha assunto un peso sproporzionato nelle prestazioni delle vetture di Formula 1. La sentenza di Bologna potrebbe avere ripercussioni notevoli anche al di fuori del mondo dell’auto. L’esame di maturità è sempre stato un incubo per gli studenti? Da quest’anno non ci saranno più problemi. A una domanda su Alessandro Manzoni basterà rispondere che era un moralista bacchettone per potersi avvalere di quella “effettiva partecipazione al processo di formazione dell’esame di maturità anche in senso critico” e vedersi così riammessi. E promossi.

27 Marzo 2012

INVESTIRE IN ITALIA? SI PUO’.

Archiviato in: Auto, IL BLOG "PERLE E PIRLATE" da candido motore, Notizie — cristiana @ 11:51

La scorsa settimana un imprenditore americano, Roger Penske, è entrato in società con una grossa concessionaria BMW di Bologna, la Vanti Group della famiglia Mantellini. Non pago dell’incursione in Emilia, attraverso la nuova società (americana al 70%), Penske ha comprato pure una seconda concessionaria, sempre BMW, ma a Monza.

Questo Roger Penske non sarà mica un concessionario ricco ma sprovveduto, che ha investito in Italia attratto da pizza, mandolino, escort & tutta la peggio retorica che l’Italia si porta appresso all’estero?

Non proprio. Penske, con il suo Penske Auto Group, è il secondo più grande concessionario degli USA, con un’aziendina da 11,6 milioni di dollari di fatturato l’anno scorso, realizzati tramite 166 dealers negli USA e 169 all’estero, prevalentemente in Inghilterra e Germania. Quindi un fior di imprenditore.

E uno che l’Italia la conosce davvero bene, visto che vent’anni fa ha comprato, salvandola dall’oblio delle partecipazioni statali, la VM Motori di Cento, vicino a Ferrara. La VM è oggi più viva che mai e, ceduta da Penske a GM-Fiat (curiosa nuova alleanza dopo cinque anni di matrimonio finito agli stracci!) produce i diesel offerti in Europa sulle grandi Jeep e sulle Lancia Thema e Voyager.

E di stranieri che investono in Italia non c’è solo Penske nella distribuzione, ma anche la Bosch nella componentistica.

La Robert Bosch AG è il più grande produttore al mondo di componenti per l’automobile e l’anno scorso ha investito 4 milioni per lo stabilimento di Bari, dove si costruiscono le pompe per i sistemi di iniezione common rail (su brevetto comprato dalla Fiat) e altri 20 milioni nello stabilimento di Correggio, dove ha sede la Sicam, che produce smontagomme ed equilibratori.

Sempre la Bosch, nel 2009, ha aggiunto al proprio impero altre due società italiane, la Alero Solar, che si occupa di pannelli fotovoltaici, e la Freud, che produce lame circolari, punte e frese per la lavorazione del legno. Bosch sta inoltre acquisendo la filiale italiana della SPA Service Solution, gigante americano specializzato nello sviluppo, produzione e distribuzione in tutto il mondo di strumenti di diagnostica e assistenza, attrezzature da officina e software per l’aftermarket.

12 Marzo 2012

BLOG: L’OROLOGIO A PENDOLO DI FIOM

Archiviato in: Auto, IL BLOG "PERLE E PIRLATE" da candido motore, Notizie — cristiana @ 9:22

L’offensiva giudiziaria scatenata da FIOM nei confronti di Fiat non ha precedenti e viene seguita minuto dopo minuto dalle agenzie di stampa e dai media, molti dei quali non solo non nascondono una spiccata compiacenza partigiana, ma si guardano bene da spiegare cosa contempla la legislazione in materia.

Come è noto, FIOM non ha inteso condividere né le intese intervenute tra Fiat e tutti gli altri maggiori sindacati, né il contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici, assumendo comportamenti aventiniani e rumorosamente ostili sia nei confronti di Fiat e sia degli altri sindacati. In barba a quanto scelto dalla maggioranza dei dipendenti Fiat che hanno votato i referendum, FIOM non vuole accettare le conseguenze previste dall’ ordinamento giuridico proprio mentre urla quotidianamente che Fiat non rispetta la Costituzione della Repubblica italiana.

L’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori obbliga le imprese a riconoscere una rappresentanza sindacale in azienda garantendo una serie di diritti sindacali soltanto (si badi bene: soltanto) in favore di quei sindacati che hanno partecipato alla stipula di contratti collettivi applicati in azienda (“Rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite…nell’ambito delle associazioni sindacali che siano firmatarie di contratti collettivi applicati nell’unità produttiva”).

La mancata attribuzione dei diritti sindacali alla FIOM non deriva, dunque, da una scelta di Fiat, bensì dalla volontà legislativa espressa in modo assolutamente chiaro nel testo dell’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori. Per chi non ha o non vuole avere buona memoria, vale la pena ricordare che l’ attuale dizione dell’articolo 19 è frutto di un referendum abrogativo del 1995, promosso da Rifondazione comunista e sostenuto, tra gli altri, da CGIL, FIOM e Cobas, nel quale la sovrana volontà popolare ha circoscritto il riconoscimento della RSA e dei relativi diritti ai soli sindacati che accettano di “implicarsi” nella dinamica contrattuale, concorrendo a scrivere le regole che disciplinano diritti e doveri dei lavoratori, nonché la vita di fabbrica e l’organizzazione del lavoro.

Nella formulazione originaria del1970, la presenza dentro la fabbrica era permessa anche ai sindacati che non avevano firmato i contratti purché rappresentativi a livello nazionale. CGIL, FIOM, con i partiti e partitini che le fiancheggiano, sanno bene cosa prescrive oggi l’articolo 19, se è vero come è vero che in varie occasioni (basti pensare ai vari disegni di legge presentati dal senatore Pd Paolo Nerozzi) hanno invocato una “modifica” legislativa volta ad estendere il diritto ai sindacati maggiormente rappresentativi, a prescindere dalla sottoscrizione di accordi collettivi. Ovvero tornare indietro al 1970.

Ciò che, in definitiva, Landini pretende dai giudici è di ordinare alla Fiat la violazione di una legge in vigore. Insomma, gli strilli di Landini e accoliti dimostrano che la “violazione” dei diritti sindacali risponde, in realtà, all’applicazione della legge. Chiaro che l’orologio a pendolo di FIOM e compagni si sposta a seconda della convenienza: 1970, 1995, 2012 insegnano.

Marcello Bertino

5 Marzo 2012

BLOG :PRESA DIRETTA.CHI L’HA VISTO?

Archiviato in: Auto, IL BLOG "PERLE E PIRLATE" da candido motore, Notizie — cristiana @ 10:30

La trasmissione “Presa diretta” di domenica 4 marzo sulla Fiat mi sembra una presa per i fondelli. Almeno per chi lavora in Fiat ed è orgoglioso (non sono solo i lavoratori di Chrysler a nutrire questo sentimento; anche noi, nel 2004, eravamo all’inferno ma siamo stati salvati). Visto che il conduttore si è ben guardato dal farlo, ho trascritto il testo di un comunicato della Fiat del 1 febbraio di quest’anno sui programmi futuri di Mirafiori. L’atteggiamento della Rai nei confronti della Fiat è semplicemente vergognoso, perchè visibilmente di parte e non può bastare una intervista a un dirigente della Fiat per tranquillizzare la coscienza di questi cosiddetti giornalisti del servizio pubblico. “L?Amministratore Delegato Sergio Marchionne incontra le organizzazioni sindacali.Si e? tenuto oggi al Lingotto l?incontro tra Fiat e organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo applicato nel Gruppo per la presentazione dei risultati economici dell?anno 2011.Nel corso dell?incontro l? Amministratore Delegato, Sergio Marchionne, ha confermato l?avvio degli investimenti previsti per lo stabilimento Mirafiori di Torino.Il piano prevede la produzione di almeno due nuovi modelli destinati ai mercati internazionali, con volumi produttivi che raggiungeranno a regime le 280.000 vetture l?anno, consentendo la graduale saturazione di tutti gli addetti.L?avvio degli investimenti e? fissato per la fine del secondo trimestre di quest?anno e il completamento dell?impiantistica avverra? nel corso del 2013.La produzione del primo modello, una vettura del brand Fiat, comincera? nel dicembre 2013; quella del secondo modello, una vettura del brand Jeep, sara? avviata nel secondo trimestre 2014. Sono state confermate le produzioni attuali: l?Alfa Romeo MiTo, di cui e? previsto il rinnovo, e, in relazione alla richiesta del mercato, la Lancia Musa.Con l?occasione e? stato anche annunciato che lunedi? 6 febbraio ci saranno ulteriori 662 assunzioni alla Newco di Pomigliano, con il conseguente aumento dell?organico a 1.845 unita?.”

Paolo Bianco

2 Marzo 2012

BLOG: AVVISO AI NAVIGANTI. MASSIMO ALLA DE-RIVA

Archiviato in: Auto, IL BLOG "PERLE E PIRLATE" da candido motore, Notizie — cristiana @ 6:39

Una delle perle della settimana l’ho trovata su L’Espresso. Nella rubrica “Avviso ai naviganti”, Massimo Riva scrive: “La morale della favola è che forse il premier Monti farebbe bene a correre in Germania per chiedere a Herr Piech, il lungimirante capo di Vw, che cosa gli serve per aprire qualche stabilimento a casa nostra. Le paghe tedesche, oltre tutto, sono  il doppio di quelle italiane.”

Questo ammiraglio del giornalismo italiano, settimanalmente disponibile ad emettere sentenze, sembra non sapere (e passi, ma non lo fa sapere neppure al  circolo dei suoi fedeli lettori; e questo è molto più grave) che una delle sciagure dell’industria dell’auto in Europa è rappresentata dalla sovracapacità produttiva. Vale a dire ci sono troppi stabilimenti per produrre auto. Massimo,  il nocchiero che avvisa i naviganti, che cosa propone? Aprire “qualche stabilimento a casa nostra”.

Assai verosimile che Herr Piech, se mai gli verrà  tradotto l’articolo di Riva, penserà che uno dei lettori più fedeli della rubrica “avviso ai naviganti” sia Francesco Schettino.

Gianni Salvi

BLOG: DE BENEDETTI, L’ITALIA E LA FIAT

Archiviato in: Auto, IL BLOG "PERLE E PIRLATE" da candido motore, Notizie — cristiana @ 11:21

All’italo-elvetico ingegnere Carlo De Benedetti i cento giorni alla Fiat e, soprattutto, “l’uscita” da Corso Marconi sono un ricordo talmente indigesto che non si lascia sfuggire occasione per lanciare strali contro l’azienda del Lingotto. Comprensibile il pluridecennale astio nei confronti di Cesare Romiti (l’antagonista che vinse il braccio di ferro), meno quello nei confronti di Sergio Marchionne al quale – bontà sua – riconosce di avere salvato la Fiat. Ieri, parlando alla presentazione dell’ultimo libro di Ermete Realacci, si è così interrogato: «Non voglio fare polemica con nessuno ma quando sento Marchionne dichiarare che torna in Italia se l’Italia gli fa fare le automobili mi chiedo cosa fa lui per fare automobili che si vendono».

A proposito di tornare, forse all’imprenditore che ha lasciato uno sfolgorante futuro all’Olivetti, che decretò in Belgio «la ricrezione è finita», oppure «non contiamo più nulla, l’Italia è un Paese cancellato dagli schermi radar del mondo!», (Corriere della sera del 27 settembre 2008: De Benedetti: «Sarò cittadino svizzero» di Gian Guido Vecchi) deve essere sfuggita la notizia del ritorno della Fiat Panda a Pomigliano dalla Polonia. Operazione ardita dal punto di vista economico.

Sempre ieri, De Benedetti ha affermato «Togliamo di mezzo questa puttanata del dibattito sull’articolo 18. Io faccio l’imprenditore da 54 anni, non mi sono mai imbattuto nell’articolo 18… E quando incontro un amico americano che mi dice che non investe in Italia per l’articolo 18, scopro che non l’ha mai letto». Non ho dubbi che i suoi amici americani non abbiamo letto l’art 18 anche se trovo curioso che ne parlino (a riprova che l’argomento attira). Magari ne sono a conoscenza i loro responsabili delle relazioni sindacali.

Resta un fatto certo: gli investimenti stranieri in Italia non arrivano. Una risposta l’ingegnere di Ivrea (come si diceva nel secolo scorso) la diede nel 2008. Basta rileggere il Corriere della sera sopra citato. Se lo dice De Benedetti che l’Italia è cancellata, la sinistra tace e s’inchina (come la Costa Concordia). Se Marchionne afferma che l’Italia deve essere competitiva se vuole rimanere nel novero dei paesi che contano industrialmente, quella stessa sinistra strilla e insulta. A dimostrazione che “l’onestà intellettuale”, in Italia, va a gettone.

Marco Grassini

BLOG: VENDITE CHRYSLER E FIAT NEGLI STATI UNITI

Archiviato in: Auto, IL BLOG "PERLE E PIRLATE" da candido motore, Notizie — cristiana @ 10:49

Chrysler Group LLC ha registrato negli Stati Uniti nel mese di febbraio vendite pari a 133.521 unità, in aumento del 40 per cento rispetto allo stesso periodo del 2011 (95.102 unità), che rappresenta il miglior febbraio dal 2008. Il marchio Fiat ha registrato il miglior mese di vendite dal lancio della 500 con un incremento del 69 per cento rispetto al mese di gennaio.

Il Gruppo Chrysler ha registrato una crescita superiore al mercato segnando il ventitreesimo mese consecutivo di aumenti e il nono mese consecutivo di incrementi di almeno il 20 per cento. Nel mese di febbraio, ogni modello del gruppo in produzione da più di dodici mesi ha conseguito un aumento delle vendite, con il marchio Chrysler in testa. Il Gruppo Chrysler ha ottenuto performance superiori alla media del settore per il dodicesimo mese consecutivo.

Reid Bigland, Presidente e Amministratore Delegato del marchio Dodge e responsabile commerciale per gli Stati Uniti, ha dichiarato: “Il nostro portafoglio prodotti contiene alcuni tra i veicoli a più basso consumo mai offerti dal gruppo che hanno trainato un aumento delle vendite del 40 per cento nel mese di febbraio. Oggi abbiamo 13 modelli che l’EPA (l’Agenzia per la protezione dell’ambiente) ha classificato come veicoli a bassi consumi e in grado di percorrere più di 25 miglia con un gallone di carburante in autostrada. Sei tra questi veicoli raggiungono oltre le 31 miglia per gallone”.

Questo quanto annunciato oggi dalla casa di Detroit controllata da Fiat. I dieci analisti interpellati dall’agenzia Bloomberg avevano previsto un aumento del 26 per cento. Pellegrini! Chissà come saranno in ambasce i vari Antonio Di Pietro, il prolifico Maurizio Zipponi, Nicola Vendola detto Nichi e i loro accoliti.

Carlo Neri

1 Marzo 2012

BLOG: CAMUSSO E FIAT

Archiviato in: Auto, IL BLOG "PERLE E PIRLATE" da candido motore, Notizie — cristiana @ 9:35

Susanna Camusso, segretaria generale della CGIL, è persona di grande spessore e intelligenza non comune. Due sue ultime dichiarazioni indirizzano a Quinto Orazio Flacco, il poeta romano, maestro di eleganza stilistica e dotato di inusuale ironia, il quale scrisse: “Qualche volta s’addormenta anche il buon Omero”.

1) “Marchionne pessimo ambasciatore Italia” ha titolato l’agenzia MF-DJ il 29/2/2012;

2) “Rimpiango di aver permesso la vendita dell’Alfa Romeo alla Fiat e non alla Ford,” ha riportato l’agenzia AGI il 28/2/2012.

La stampa internazionale (Financial Times, Time, Wall Street Journal, The New York Times, The Economist per citare alcune testate a caso) ha espresso ripetutamente opinioni assai diverse. Tutte comperate da quel “potere forte” che è Fiat come hanno scritto alcuni buontemponi a proposito della copertina di Time dedicata a Marchionne? Non può essere, visto che sono state sempre definite “autorevoli” quando attaccavano un primo ministro italiano.

Quanto a rimpiangere la Ford, perchè “dimenticare” cosa successe a Jaguar e a Volvo? Furono acquistate quando Ford pensava servissero e svendute quando diventarono una palla al piede troppo pesante. Esattamente quello che è ha fatto GM con Saab.

Susanna Camusso, quando s’addormenta, dovrebbe trattenersi dal parlare.

Oppure, informarsi meglio.

Giuseppe Ricci

23 Febbraio 2012

BLOG: ANNOZERO E FIAT UN EURO E QUARANTA CENTESIMI

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Il tribunale di Torino ha condannato la Rai e il giornalista Corrado Formigli a risarcire con cinque milioni di euro Fiat Group Automobiles per un servizio trasmesso da “Annozero” il 2 dicembre 2010. Il giudice Maura Sabbione della 4/A sezione del Tribunale Civile di Torino ha quantificato il danno patrimoniale e non patrimoniale in 7 milioni di euro. Quella sera, la trasmissione allora condotta di Santoro vinse la gara degli ascolti TV con cinque milioni di telespettatori con uno share del 20,90%. Secondo la sentenza, ogni telespettatore vale dunque 1 euro e 40 centesimi, meno di quanto costa “La Repubblica” il sabato. Una quisquilia che – forse non a caso – Milena Gabanelli si è ben guardata dal citare tra i molti numeri riportati nella sua lettera al “Corriere della sera” di ieri. E a proposito di informazione pro domo sua, nella stessa lettera, la Gabanelli ha citato “l’accordo di collaborazione” tra Fiat e il Politecnico di Torino. Chissà perchè non ha ricordato quello che lega il Poli torinese alla GM.

Giuseppe Ricci

18 Gennaio 2012

UNA RISPOSTA

Archiviato in: Auto, IL BLOG "PERLE E PIRLATE" da candido motore, Notizie — cristiana @ 10:54

Riceviamo tante risposte al nostro blog, ne pubblichiamo una per tutte, la più significativa.

Caro Direttore,

vorrei partecipare al dibattito sul perchè il capo della Fiat è criticato in Italia. Forse una risposta semplice è questa: sta dando vita alla prima vera multinazionale industriale dell’Italia. Basterebbe consultare l’ultimo elenco della rivista americana Fortune delle 500 global, cioè delle più grandi aziende nel mondo.

Per l’Italia sono presenti: ENI, Assicurazioni Generali, Enel, EXOR (quindi Fiat), UniCredit, Intesa Sanpaolo, Telecom Italia, Poste Italiane, Finmeccanica, Premafin Finanziaria. Solo quattro su dieci sono tra le prime cento. Da una parte, c’ è Finmeccanica che è un gruppo industriale che opera essenzialmente nei campi della difesa e dell’aerospazio ed è posseduto per un terzo dallo Stato, e dall’ altra ci sono aziende di servizi. Per molti anni, ho letto che la Fiat era troppo piccola per sopravvivere e dunque doveva diventare globale. Ci è riuscita, grazie a una serie di acquisizioni, nel settore dell’agricoltura dando vita alla Case New Holland e adesso ci prova con Chrysler in America. Ricordo che tutti applaudirono Marchionne quando fece l’annuncio dell’ingresso nella casa automobilistica di Detroit e adesso si scandalizzano quando porta le auto dall’America o dal Messico in Europa.

Ma non vedo soddisfazione quando porta tecnologia e know-how italiano all’estero. Mah! Se non sbaglio, (continua…)

16 Gennaio 2012

UNA LEZIONE DA DETROIT

Archiviato in: Auto, IL BLOG "PERLE E PIRLATE" da candido motore, Notizie — cristiana @ 1:42

dal blog Perle e Pirlate

La settimana scorsa, Chrysler e il suo ad, Sergio Marchionne, sono stati di gran lunga i protagonisti del salone dell’auto di Detroit. Basta dare un’ occhiata non solo alla stampa italiana, ma soprattutto ai media americani e internazionali. Domenica 8, il Detroit Free Press ha dedicato la prima pagina a Marchionne definito il “generale senza paura della Chrysler”. Una giuria di analisti dell’ industria ha eletto il capo della Chrysler “auto executive of the year” assegnandogli la prima edizione degli “Automotive leadership awards” del quotidiano di Detroit. Al chief marketing officer di Fiat-Chrysler, Olivier Francois, è andato il premio per la “advertising and marketing leadership”.

Il giorno dopo è stata la volta del Wall Street Journal, che ha pubblicato tre articoli su Chrysler sottolineando i risultati conseguiti grazie ai nuovi modelli commercializzati nel 2011. E sempre lunedì l’attenzione degli oltre tre mila giornalisti presenti è stata catturata dalla presentazione della nuova Dodge Dart, l’auto del segmento C basata sulla versione USA dell’architettura ideate a Torino che aveva debuttato con l’Alfa Giulietta. Martedì, Harald Wester ha presentato il SUV Maserati che sarà prodotto nello stabilimento di Detroit da dove escono Jeep Grand Cherokee e Dodge Durango. Mercoledì, Marchionne ha parlato al convegno della rivista Automotive News davanti a oltre mille esponenti dell’industria dell’auto.

Giovedì anche l’anfiteatro dell’Università del Michigan a Ann Arbor era gremito di studenti e (continua…)

19 Dicembre 2011

NARCISO MUCCHETTI

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“… il governo può stare alla finestra oppure, con le sue competenze antitrust, cercare di attrarre un costruttore estero.” Non è stato scritto da un apprendista giornalista qualunque, magari ventenne,in questo caso si potrebbe dire che la mancanza d’informazione tira brutti scherzi, ma a firmare l’articolo è il vicedirettore ed editorialista de “Il Corriere della Sera” Massimo Mucchetti (18 dicembre 2011 pag. 39).

Che l’industria dell’auto sia afflitta da una sempre meno sostenibile sovracapacità produttiva, soprattutto in Europa, è stato scritto innumerevoli volte e denunciato, da anni, da moltissimi analisti finanziari e dell’industria e dirigenti di case automobilistiche. In primis, l’ad della Fiat e di Chrysler, Sergio Marchionne, che Narciso Mucchetti continua a descrivere, con assai sospetta assiduità, come una peste bubbonica sciaguratamente importata nel Bel Paese dal maldestro John Elkann. In Francia, il presidente Sarkozy ricatta i due costruttori nazionali perchè non trasferiscano produzione all’estero e, dunque, chiudano stabilimenti in Gallia ricordando i miliardi di euro, a tassi superagevolati (in barba all’ antitrust comunitario?), che hanno ricevuto dal governo di Parigi.

Il president e ad della GM, Akerson, ha spedito in Germania il suo vice Steve Girsky per ristrutturare la bruciaeuro Opel, ovvero chiudere due stabilimenti (avverrà dopo che l’attuale capo del sindacato dei metalmeccanici tedeschi andrà in pensione). Sono molti a sbavare per mettere le mani sull’Alfa Romeo, ma vogliono solo il marchio, neppure un solo stabilimento lungo lo Stivale. I lettori del Corriere sanno che Narciso Mucchetti ha ingaggiato una sua Guerra Santa contro la Fiat di Marchionne. Il gioco è bello quando è corto. Il suo va avanti, con assai sospetta assiduità, da mesi. Avendo esaurito ben presto le cartucce, ripete noiosamente le stesse cose.

Carlo Neri

17 Dicembre 2011

COME OSA IL FINANCIAL TIMES?

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Oggi, il Financial Times l’ha fatta davvero grossa! Con buona pace dell’assai libero docente di diritto fai-da-te costituzionale (il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano docet) Maurizio Landini; Nicola Vendola, detto Nichi; Antonio Di Pietro insieme con il suo super fertilissimo responsabile nazionale del Dipartimento Economia e Lavoro, Maurizio Zipponi; Luigi de Magistris (“voglio essere il sindaco di tutti”, proclamò a maggio di quest’ anno, ma non è andato a Pomigliano dove la maggioranza dei dipendenti ha votato per l’accordo con la Fiat); de “Il Fatto quotidiano”; ecc., il giornale londinese ha osato scrivere che il vero riformatore italiano non è Monti ma Marchionne. E adesso come la mettiamo con questo quotidiano, inneggiato e descritto come autorevole quando attaccava Berlusconi, ora che osa perfino scrivere che gli iscritti Fiom contano solo per il 13% degli 86mila dipendenti Fiat in Italia? Per fortuna che i due – come dire? -pennivendoli (solo oggi, non quando scrivono “bene” secondo i desiderata dei sopracitati lor signori), Guy Dinmore e John Reed, non hanno aggiunto che il 58,7% dei dipendenti Fiat non è iscritto ad alcun sindacato! Ma c’ è di più. Il Financial Times così si permette di descrivere la fabbrica di Pomigliano: “famigerata in tempi passati per bassa produttività, alti tassi di assenteismo, lavoratori spesso con un doppio lavoro, una sfavillante Pomigliano è stata trasformata con più di 800 milioni di euro nell’impianto più all’avanguardia e automatizzato del gruppo al mondo”. Sempre quei due scribacchini hanno osato chiedere il parere di tal James Walston, politologo all’Università Americana di Roma, il quale ha affermato: “sembra che Marchionne sia l’unico vero riformatore del Paese, forse perché non è veramente italiano ed è disposto a fare cose ‘alla Thatcher’”. Paragone peggiore non poteva essere trovato per chiudere l’articolo. Basterebbe ricordare la fine del braccio di ferro con i minatori capeggiati da Arthur Scargill nel 1985. Non sarà che Landini è la versione italiana di Scargill? E se il riferimento alla Thatcher fosse un presagio?

Giuseppe Ricci

12 Dicembre 2011

NASCE UN BLOG

Archiviato in: Auto, IL BLOG "PERLE E PIRLATE" da candido motore, Notizie — cristiana @ 10:09

Da oggi pubblichiamo il blog  “Perle e Pirlate” all’interno del nostro sito www.chiechi.it avrà uno spazio  indipendente dal Chi è Chi, con una copertina dedicata. Lo ospitiamo perché è una voce autorevole che conosce il mondo, non solo dei motori, a 360 gradi, senza barriere geografiche ed indirizzi di parte. La cadenza sarà dettata dagli avvenimenti. Il contatto: candidomotore@libero.it

IL MIRACOLO DI TIME

L’italica attenzione per quanto si pubblica all’estero fa il paio con la suscettibilità teutonica. Ma noi siamo diversi. I media stranieri sono battezzati istantaneamente “autorevoli” quando scrivono male degli avversari, ma le stesse testate, financo gli stessi giornalisti diventano prezzolati, superficiali, ma-non-capiscono-l’Italia, se e quando si permettono di scrivere articoli positivi su chi non ci piace. La copertina del settimanale Time, dedicata all’ad di Fiat e Chrysler Sergio Marchionne, ha fatto un miracolo: comatose testate della cosiddetta sinistra, traballanti quotidiani di destra, blog e siti che avrebbero deliziato Guglielmo Giannini si sono uniti in una Santa Alleanza con l’obiettivo di denigrare il settimanale americano. Non sia mai che si possa scrivere bene di Marchionne! In fin dei conti affermano questi autori del tempo libero cosa ha fatto? Nel 2004, la Fiat perdeva 2 milioni di euro al giorno, weekend compresi. Quattro anni dopo, nel 2008, Fiat guadagnava 10 milioni di euro al giorno, weekend compresi. All’inizio del 2009, Chrysler perdeva un milione di dollari al mese. (continua…)

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