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5 Marzo 2010

OMAGGIO A MILANO E AL MILANESE *

Archiviato in: Moda, Notizie, Save the Date — cristiana @ 2:51
 

Foto Negozio Viganò fine '800

SAVE THE DATE di Barbara Vitti

Ne podè pù de vedè no per portà gli oggiai del Viganò (non ne posso più di non vederci per portare gli occhiali del Viganò)

Con questa pubblicità degli anni ’60 voglio rendere un piccolo omaggio alla mia città natale “Milano” e al milanese, in un lessico vivo, con accenni alla storia e alla moda.

STORIA

Mariagela Melato- Il padre "ghisa", la madre una di quelle"milanesone" che mischiano il dialetto all'italiano e lei grande attrice che ha sempre dichiarato " la mia città è un pò come me: non palesemente bella, in realtà bellissima. foto di Carlo Orsi dalla rivista CITTA' diretta da Guido Vergani.

Raccontatami da Giovanni Barrella, il grande poeta milanese, amico nella mia giovinezza, con il quale ho trascorso insieme a sua moglie, dei pomeriggi indimenticabili a base di cioccolata calda e straccadent. L’aristocrazia milanese amava fare “salotto” nei numerosi caffè, che si aprirono verso la fine del ‘700.

INTORNO AL DUOMO

Cochi e Renato - i veri umoristi milanesi, davanti alla pasticceria Sant Ambroeus. Il santo di Milano lè stato da loro definito il fidanzato della Madonnina! Foto di Carlo Orsi dalla rivista Città diretta da Guido Vergani.

I clienti si sedevano intorno alla “brasera”, il recipiente di rame sul pavimento contenente le braci, unico mezzo di riscaldamento. Il caffè Belvedere, il caffè dei Servi, il caffè Campari, il caffè Bella Venezia, in San Babila furono i primi seguiti dalle pasticcerie Cova in Montenapoleone, Le Tre Marie alla Porta, il Biffi e il più famoso il Taveggia, nato come panettiere e trasformandosi in Pasticceria, si trasferisce in via Visconti di Modrone frequentato da personaggi come: Wally Toscanini, Lucia Bosè, la coppia Vianello, Mondaini e famosi avvocati essendo ubicato vicino al Tribunale.

CUCINA TIPICA

Parco del Ticino fotografie di Pino Guidolotti dalla rivista Città diretta da Guido Vergani.

LA MICHETTA

La cucina tipica milanese: il più famoso è indubbiamente il risotto giallo allo zafferano, accompagnato dall’ossbùs, i mondeghili, polpettine fritte nel burro e la cotoletta alla milanese, che per tradizione deve essere alta un dito, passata nell’uovo e nel pangrattato e fritta con il burro . Michètta-rosetta, panino tipico milanese Tra i dolci il Panettone, il simbolo d’origine antica, che la tradizione narra come “pane dei signori”, dolce preparato solamente in occasione del Natale. Come la colomba inventata in occasione della Pasqua.

I SIMBOLI DI MILANO

PALAZZO MARINO. Nato dall’amore del Conte Marino per una bellissima ragazza figlia di un patrizio veneziano, il quale per donarla in sposa pretese un palazzo degno dei fasti veneziani e così potè sposarla. Fu G. Alessi che pose la prima pietra nel 1558-

IL TEATRO ALLA SCALA IN UNA FOTO STORICA

TEATRO ALLA SCALA. E’ uno dei più famosi teatri del mondo citato semplicemente come La Scala , tempio della lirica, situato in una delle piazze più eleganti della città l’omonima Piazza della Scala, dove si affaccia Palazzo Marino. Il teatro fu fondato per volere dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria e affidato al celebre architetto neoclassico Giuseppe Piermarini . Inaugurato il 3 agosto 1778 , in presenza dell’arciduca Ferdinando d’Asburgo –Este, con l’opera Europa Riconosciuta di Antonio Salieri .

L'INSEGNA DI VIA MONTENAPOLEONE

VIA MONTENAPOLEONE. Ristrutturata completamente nel periodo neoclassico con palazzi aristocratici, si è trasformata nella più lussuosa tra le vetrine milanesi , con il tratto finale di via Manzoni, via della Spiga e via Sant’Andrea delimitata , all’interno di un appartato quartiere d’impronta primo ‘800, il cosiddetto “quadrilatero della moda” in cui nacquero prestigiosi negozi d’antiquariato e oreficerie, alternati alle più famosa “firme” della moda italiana e internazionale.

IL VECCHIO TRAM DI MILANO

IL DUOMO . El Dòmm De Milan opera voluta dal Duca Gian Galeazzo Visconti nel 1387 e dall’Arcivesco Antonio da Saluzzo , i quali decisero di seguire un’impronta gotica scegliendo il marmo di Candoglia.Numerosi gli interventi di architetti e costruttori internazionali che si concludono nel 1906-08 quando viene collocata la prima porta di bronzo, la centrale.Le altre quattro verranno montate nel dopoguerra. Moltissimi gli aneddoti e i racconti che fanno parte di questo capolavoro di architettura , scultura e di statica. In questo periodo tutte le arti fervono di attività: maestri vetrai,scultori, pittori, fonditori, intagliatori, doratori, ricamatori, musicisti e organisti.Tutti provenienti dalla scuola lombarda. La Màdonina , in rame dorato fu forgiata da Francesco Croce nel 1765.

PICCOLO VOCABOLARIO DELLA MODA

Piscinina- era la sartina apprendista di bottega (una figura totalmente scomparsa) Commenda-commendatore. Sciora- signora. Bèll-leggiadro. Sfilà- sfilare. Manera- foggia, sagoma. Sagomètta-modellino. Modèll – modello. Vestii de sciur-abito signorile. Forbes- forbici. Foeura-fodera. Sciure-signore. Sciòrt- calzonitt-shorts. Vòlant-balza degli abiti. Sistèma- moda. Vòga- sistema moda. Tajà via – sforbiciare. Manichèn-modèlla –indossatrice.  Scarpètta- scarpina. Negòzzi- negozio. Disegnador- disegnatore. Clacch-claque. Client, avventore– cliente. Passarella – passerella. Passadora- passatoia. Genoeugg- ginocchio.

*Articolo scritto con l’aiuto del Dizionario Milanese l’opera più impegnativa realizzata dalla Sezione di Cultura Milanese del Circolo Filologico -Antonio Vallardi Editore-A chi fosse interessato, presso il Circolo si tengono dei corsi in diverse lingue, fra le quali il dialetto Milanese.

 

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