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2 Aprile 2012

GUERRA & PACE DELLE BISARCHE

Archiviato in: Auto, IL BLOG "PERLE E PIRLATE" da candido motore, Notizie — cristiana @ 9:49
 

Dopo sei settimane di blocco quasi totale della distribuzione di veicoli in Italia, mercoledì scorso lo sciopero delle bisarche si è terminato con un quasi nulla di fatto.

Le controparti – i proprietari delle bisarche che trasportano i veicoli e le società di logistica che subappaltano tali trasporti – si sono dati 60 giorni perché un tavolo tecnico metta a punto un piano tariffario che soddisfi le ragioni di entrambi. Tanto rumore per nulla? Proviamo a mettere in sequenza un po’ di eventi.

I bisarchisti lamentano che la continua e incontrollata crescita dei costi di carburante, autostrade e assicurazioni ha reso le tariffe attuali non più retributive. Detto brutalmente: invece che trasportare in perdita, tanto vale stare fermi e sperare in un futuro migliore.

Nelle sei settimane di blocco succede un po’ di tutto. I clienti che hanno ordinato una macchina nuova non la ricevono e si arrabbiano. I concessionari, che già hanno poco fatturato vista la crisi di mercato, si disperano perché non riescono nemmeno a consegnare – e quindi incassare – le macchine già vendute. I piazzali degli stabilimenti Fiat in Italia si riempiono di vetture e arrivano rapidamente alla saturazione, con blocchi soprattutto a Pomigliano, Melfi e Val di Sangro. Quindi cassa integrazione extra.

Chi prova a forzare i blocchi finisce spesso male: bisarche incendiate, sassate sulle macchine trasportate sia da bisarche definite “crumire” dagli scioperanti, sia a quelle che i concessionari cercando di portarsi via singolarmente con la targa prova prelevandole direttamente dai centri logistici. Scene d’altri tempi al porto di Livorno, dove le navi vengono respinte perché non si può scaricare quello che portano in stiva. Insomma, una situazione davvero drammatica, un gioco dove paiono perdere tutti, ma dal quale si esce con una soluzione che pare persino grottesca.

Il tavolo tecnico ha 60 giorni per trovare un accordo per un futuro migliore, ma nel frattempo si è tornati a trasportare a quelle stesse tariffe che a metà febbraio erano state definite inaccettabili. Umile domanda: ma se sei settimane di blocco hanno portato solo alla creazione di un tavolo tecnico, i cui risultati sono ancora tutti da verificare, c’è davvero qualcuno che ha vinto qualcosa in questa strana vertenza?

 

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