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17 Aprile 2012

MERCATO EUROPA MARZO 2012 – I CROLLI DI FRANCIA E ITALIA FRENANO L’EUROPA

Archiviato in: Auto, Mercato auto visto da dentro, Notizie — collaboratore @ 6:50
 

MERCATO EUROPA MARCHE MARZO 2012

Per quanto potente e possente, la locomotiva tedesca da sola non riesce a trainare l’intera Europa dell’automobile che, complice i crolli delle immatricolazioni in Italia e Francia, in marzo rallenta del 6,6% a quasi 1,5 milioni di unità, con il primo trimestre in rosso del 7,3%.

In unità, in Europa in tre mesi si sono persi 270.000 clienti, pari alla capacità annua di uno stabilimento di medie dimensioni.

Crisi dei debiti sovrani, manovre di contenimento di deficit e debito che stanno strozzando le economie del Sud Europa e che porteranno l’intera zona Euro in recessione non potevano certo non avere effetti anche sul mercato dell’auto.

Nessuno metteva in dubbio che il 2012 sarebbe stato il quinto anno di flessione in Europa, dopo il record storico di 16 milioni del 2007. La discussione verteva solo sull’entità del calo. I costruttori, per cercare di non demotivare troppo le reti di vendita, si limitavano – e si limitano – a predire un calo tra il 3% e il 5%, quindi tutto sommato sopportabile vista l’aria che tira come congiuntura economica.

MERCATO EUROPA MERCATI MARZO 2012

Gli analisti, finanziari e di mercato, che hanno una visione più oggettiva e disincantata, temevano – e temono – una flessione tra l’8% e il 10%.

E’ difficile dire come andrà a finire l’anno perché il primo trimestre debole è stato caratterizzato da due fenomeni divergenti. La pesante flessione italiana, -21% nel trimestre, è purtroppo strutturale e quindi destinata a continuare per il resto dell’anno. Quella francese, -21,6% nel trimestre – è invece prevalentemente congiunturale. Nel primo trimestre 2011 in Francia si potevano ancora immatricolare le vetture ordinate con gli incentivi a fine 2010, quindi il confronto è con un dato di partenza anomalo. Da aprile le immatricolazioni potrebbero tornare a salire.

La Germania ha tenuto nel trimestre, con una crescita dell’1,3%, ma più confortante l’aumento del 3,4% in marzo.

Tra gli altri grandi mercati, benino il Regno Unito, +0,9% nel trimestre e +1,8% in marzo, un mese però molto importante come volumi, poiché benefica di uno dei due cambi di targhe dell’anno.

La Spagna è ancora quinta, ma non più grande. Dal record storico di 1.614.000 unità nel 2007 si è scesi l’anno scorso alla metà (808.000) e ora si viaggia in ulteriore calo del 4,5% in marzo e dell’1,9% nel trimestre.

Per gli amanti della statistica, i migliori mercati in marzo sono stati la lillipuziana Islanda, percentuale roboante, +108%, ma quasi ridicolo come vendite, da 208 a 433 unità; poi la Finlandia, +82% e quindi la Romania, un +29% che però un po’ illude. La Romania sta infatti solo cominciando a uscire da un tunnel davvero orribile: dal record di 312.000 vendite del 2007 a 81.000 l’anno scorso il calo in quattro anni è stato del 75%!

La palma dei tre mercati che hanno sofferto di più in marzo vede in testa Portogallo, -49,2%, con la paura che sia la nuova Grecia, mercato che gli è secondo per flessione al 42,8%. Terzo in perdite Cipro, il cui -35% significa però solo da 1.539 macchine a 1.000 tonde. L’Italia, complice il lungo sciopero delle bisarche, è quartultima.

Analizzare i risultati per marca, soprattutto per quelle generaliste europee, significa guardare in uno specchio dove si riflettono con forza i risultati dei relativi mercati domestici.

Cresce la marca Volkswagen, +3,4% in marzo e 1% nel trimestre, grazie anche alla forza del mercato tedesco, che quasi pantografa come andamenti percentuali.

Il trimestre nero della Francia penalizza ovviamente le marche di casa, con Renault (-19,6% e -22,7%) in flessione più pesante di Citroen (-19,5% e -15,5%) e Peugeot (-19% e -18,3%).

La Fiat paga la debolezza dell’Italia e lo sciopero delle bisarche. Più delle percentuali di calo, il 27,1% in marzo e il 21,8% nel trimestre, stupisce la quota, scesa in marzo al 3,9% e a un modesto 4,5% nel trimestre.

Andamenti abbastanza divergenti tra le due case americane: la Ford perde sostanzialmente quanto il mercato (-7,6% in marzo e -6,3% nel trimestre), mentre i cugini di Opel-Vauxhall faticano di più, con cali rispettivamente dell’11,1% e del 15,8%.

Sempre in gran spolvero i coreani di Kia (+17,3% e +24,6%) e Hyundai (+13,8% e +12,5%), mentre nella valle di lacrime dei giapponesi si salva solo Nissan (+4,4% e +0,8%).

Bene, nonostante la crisi, le marche premium tedesche. In testa Audi come volumi nel mese e nel trimestre, che è anche il marchio che cresce di più, davanti a BMW e Mercedes, entrambe in positivo.

Le tre marche migliori in assoluto in marzo solo state Jeep, Land Rover e Kia.

Triste dover annoverare – pur tra tutte le giustificazioni di un mercato domestico debole e problemi di distribuzione in tutt’Europa – due marche italiane nel trio di coda. Alfa fa peggio di tutti, Fiat meglio solo di Mitsubishi e finisce così terzultima.

Numerologo Sincero

LEGENDA E GRAFICI

I grafici evidenziano le variazioni in percentuale delle immatricolazioni nel mese nei 27 paesi dell’Unione Europea più l’area EFTA (Svizzera, Norvegia ed Islanda) e delle principali marche che vi operano utilizzando quattro colori:

-       Verde: immatricolazioni in crescita in valore assoluto, ovvero maggior numero di unità immatricolate rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente. Guadagno in volumi e in quota di mercato.

-       Giallo:  valore medio del mercato

-      Arancione: immatricolazioni in crescita rispetto alla media del mercato (linea gialla) nel mese in esame, seppur inferiori a quelle nello stesso mese dell’anno precedente. Volumi quindi in calo, ma aumento della quota di mercato.

-       Rosso: immatricolazioni in calo superiore alla media del mercato (linea gialla). Calo sia di volumi, sia di quota di mercato.

 

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