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2 Maggio 2012

MERCATO ITALIA APRILE 2012. I VOLUMI RIMANGONO DEBOLISSIMI, FIAT SI RIPRENDE UN PO’, MA VOLANO LE MARCHE COREANE

Archiviato in: Auto, Mercato auto visto da dentro, Notizie — collaboratore @ 10:03
 

Con aprile si mette in archivio un altro mese davvero da dimenticare: solo 129.663 immatricolazioni, il 18% in meno di un anno fa e sotto persino di quasi 10.000 targhe rispetto a marzo che era stato depresso dallo sciopero delle bisarche.

Nel crollo di marzo avevamo evidenziato due fattori: una contrazione congiunturale vicina al 18% – come già successo nel primo bimestre – e lo sciopero delle bisarche, al quale era ipotizzabile addebitare un altro quasi 10% della flessione mensile vicina al 27%.

Nonostante le consegne siano riprese normalmente, la flessione di aprile è rimasta quel 18% congiunturale del primo bimestre. Così dopo quattro mesi il calo è del 20,2% a 537.170 unità, il che porta a una considerazione preoccupante: se non vedremo un recupero nei prossimi mesi, persino l’obiettivo “minimo” di 1.500.000 vendite quest’anno risulta difficile da raggiungere. Infatti, si rimaniamo inchiodati a un – 18%, applicandolo su base annua al 1.757.000 del 2011, si proietta un 2012 da 1.445.000 unità.

Aprile è stato debolissimo nonostante il recupero delle mancate consegne di marzo dovute allo sciopero delle bisarche e nonostante un’altra bella iniezione di Km 0. Venerdì 27 nel cervellone del Ministero dei Trasporti e della Navigazione c’erano poco più di 103.000 targhe. Difficile immaginare che lunedì 30 aprile, in mezzo al ponte del primo maggio, 26.000 concittadini siano corsi a farsi immatricolare la macchina nuova. Anche gli ultimi tre giorni non hanno scherzato: oltre 52.000 targhe, pari a quasi il 41% dell’intero mese. Insomma, un’altra grazia del Santo protettore di chi vende auto in Italia, San Chilometrozero.

Il bello di un mercato è che, anche quando le cose vanno davvero male, c’è comunque qualcuno che sorride, come la marca Fiat, che ha perso quasi sei punti in meno della media del mercato, recuperando così un po’ di quota, tornata al 21,76% in aprile dopo lo scivolone al 18,3% di marzo.

Ma a ridere davvero sono due marche coreane, la cui crescita pare persino un errore di stampa visti i tempi: Kia in progresso del 66,27% e Chevrolet del 44,05% (nonostante il marchio americano, di proprietà della General Motors, tutte le Chevy vendute in Europa arrivano dalla Corea e così ora beneficiano anche dell’abbattimento dei dazi doganali).

Un lettore il mese sorso ci aveva rampognato perché non avevamo segnalato la Dacia tra chi era cresciuto di più. Vero, ma siccome avevano commentato le prime tre, Dacia per crescita in marzo era solo quarta, mentre è diventata terza in aprile, con un notevole +37,22%.

Menzione onorevole a Lamborghini: la tassa di lusso sta uccidendo Maserati (-85,45% in aprile, flessione più alta in assoluto e peggio persino di quel morto che cammina della DR Motor, -81,58%) e colpendo pesante Ferrari (quarta per flessione con -65,71%). Chi invece vuole una vettura della casa del toro pare non avere problemi neanche di questi tempi, così la Lamborghini mette a segno un 20% tondo di crescita, seppur in unità siano davvero un’inezia: da 5 a 6 vetture.

I canali di vendita, elaborati dall’UNRAE, in aprile evidenziano per i clienti privati una flessione perfettamente allineata a quella del totale mercato, mantenendosi quindi al 65% di quota. Guadagnano un punto i noleggi, saliti al 20,46% di quota, ne perdono di conseguenza uno le società, scese al 14,37%.

Per quanto riguarda l’alimentazione, si radicalizza il trend dei mesi precedenti. Il diesel arretra, 51,97% nel mese e 54,81% nel quadrimestre, scende parecchio il benzina, a 32,74% e 34,99%, a vantaggio soprattutto del GPL, balzato al 10,45% nel mese e al 6,46% nel quadrimestre, rispetto al 2,21% e 2,7% dei corrispondenti periodi dell’anno scorso. Il metano raddoppia in aprile, dal 2,03% al 4,56%, mentre nel cumulato si limita a passare dall’1,81% al 3,44%.

Crisi davvero nera per le ibride, che crollano del 42,05% nel mese a 328 pezzi e del 35,6% nel quadrimestre a 1.471 unità: forse qualcuno si sta rendendo conto che il rapporto costi-benefici è difficile da giustificare con tali prezzi di listino?

Raddoppio delle elettriche, ma siamo sempre a livelli modestissimi; da 22 a 45 unità in aprile, da 87 a 163 nel quadrimestre.

Infine alcune battaglie interessanti. La Volkswagen ha ulteriormente consolidato il sorpasso su Ford come prima marca estera avvenuto in febbraio. In aprile il distacco è ormai di quasi due punti di quota, l’8,14% rispetto al 6,21%, ma nemmeno i tedeschi hanno tanto da ridere: un anno fa la loro quota era l’8,32%.

Nella débâcle Ford di aprile c’è anche la perdita del primato come vettura estera con la Fiesta. La Citroen C3, grazie alla grande performance di aprile (4.613 unità) sopravanza la concorrente tedesco-americana, che le rimane ancora davanti nel cumulato, ma ormai di un soffio: 15.879 contro 15.551.

Nella battaglia tutta italiana per il podio dei modelli più venduti, l’ordine è Fiat Panda, Punto e Lancia Ypsilon, sia nel mese, sia nel quadrimestre. La Fiat 500 recupera un po’ di terreno in aprile, risultando quinta dietro la C3, ma la piccola italiana nel quadrimestre è solo settima, dietro anche alla Fiesta e la VW Golf, dovendo ora cominciare a guardarsi alle spalle dall’incalzare della Polo.

Numerologo Sincero

Legenda al grafico.

Il grafico evidenzia le variazioni in percentuale delle immatricolazioni nel mese delle principali marche operanti in Italia utilizzando i seguenti colori:

-        Verde: immatricolazioni in crescita in valore assoluto, ovvero maggior numero di unità immatricolate rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente. Guadagno in volumi e in quota di mercato.

-        Giallo: valore medio del mercato

-       Arancione: immatricolazioni in crescita rispetto alla media del mercato (linea gialla) nel mese in esame, ma inferiori a quelle dello stesso mese dell’anno precedente. Volumi quindi in calo, ma aumento della quota di mercato.

-        Rosso: immatricolazioni in calo superiore alla media del mercato (linea gialla). Calo sia di volumi, sia di quota di mercato.

 

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