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15 Giugno 2012

MERCATO EUROPA MAGGIO 2012 – ANCHE LA LOCOMOTIVA TEDESCA HA INNESTATO LA RETROMARCIA, I COSTRUTTORI ORA TEMONO UN MILIONE DI VENDITE IN MENO.

Archiviato in: Auto, Mercato auto visto da dentro, Notizie — collaboratore @ 7:00
 

In maggio anche la locomotiva tedesca ha innestato la retromarcia, con una flessione del 4,8% a 289.977 unità, così le vendite europee sono scese dell’8,4% a 1.080.153 unità.

Nel cumulato dei primi cinque mesi la flessione è del 7,3% a 5,6 milioni, praticamente la stessa percentuale che l’ACEA, l’associazione dei costruttori europei (ma che dopo l’ingresso di Toyota e Hyundai andrebbe però rinominata dei costruttori operanti in Europa) prevede per l’anno intero.

Se il -7% ipotizzato dall’ACEA divenisse realtà, l’anno chiuderebbe attorno ai 12,6 milioni di unità, esattamente un milione in meno dei 13,6 del 2011. E al mercato 2012 mancherebbero 3,4 milioni di unità rispetto al record del 2007, il che equivarrebbe – rispetto a cinque anni fa – a essersi mangiati un volume pari a quello del mercato tedesco.

A proposito della Germania, che tuttora copre quasi un quarto delle vendite europee, sono importanti un paio di considerazioni.

La prima è che la flessione del 4,8% a 289.977 unità in maggio sarebbe quasi dimezzata a parità di giorni lavorativi (il mese scorso ne ha avuti due in meno). Tuttavia, in base alle elaborazioni di Dataforce, in maggio i KM 0 hanno toccato il record storico, superando il 30% del totale, quindi quello in Germania oggi è un mercato tutt’altro che sano.

La seconda considerazione è che anche la locomotiva tedesca comincia a sentire il contagio della crisi nel resto dell’Europa, paesi del sud in testa.

Il -16,2% della Francia, il -14,3% dell’Italia e il -8,2% della Spagna hanno avuto un effetto frenante sulle esportazioni dalla Germania, scese in maggio del 13% a 347.600 unità, segno che la crescita in paesi come la Cina e gli Stati Uniti non basta più a controbilanciare l’indebolimento del resto dell’Europa. Il trend è confermato anche dal rallentamento della produzione tedesca, scesa del 17% in maggio a 450.000 unità (incidentalmente un volume simile a quanto in Italia si produrrà nell’intero 2012).

Tornando all’Europa nel suo complesso, in cinque mesi si sono persi 460.000 clienti, pari alla capacità annua di tre stabilimenti di medie dimensioni come Termini Imerese o Bochum in Germania.

Tra i grandi mercati, dopo l’inversione di tendenza registrata in Germania, il Regno Unito è quello che ora se la passa meglio. In maggio le vendite sono aumentate del 7,9% a 162.288 unità e il cumulato dei cinque mesi è in vantaggio del 2,6% a 868.166 unità. Il Regno Unito nei cinque mesi consolida così il suo secondo posto alle spalle della Germania (1.337.679 unità, in crescita dello 0,3%) e davanti alla Francia (840.073 unità, in flessione del 17,2%).

Gli altri due grandi mercati, Italia e Spagna, sono quelli che continuano a passarsela peggio. In questa guerra di poveri non colpiscono tanto le flessioni percentuali dei cinque mesi, -18,9% a 684.962 unità in Italia e -7,3% a 332,811 in Spagna, quanto la velocità di crociera rispetto ai massimi storici. L’Italia, attesa chiudere l’anno a 1,4 milioni, sarebbe il 44% al di sotto del record storico, i quasi 2,5 milioni del 2007. Per la Spagna andrebbe persino un po’ peggio: 765.000 unità sarebbero il 53% in meno degli oltre 1,6 milioni del 2007.

Per gli amanti della statistica, dei 29 mercati rilevati dall’ACEA, in maggio nove hanno chiuso in positivo e ben 20 in negativo.

I mercati che sono cresciuti di più sono stati di nuovo i più piccoli: la Bulgaria (+50,5% a 2.398 unità), davanti alla lillipuziana Islanda (+44,6% a 1,536 vendite) e quindi l’Ungheria (+19,6% a 4.581 vendite).

I tre mercati che hanno sofferto di più sono stati la Grecia (-47,3% a 5.314 unita), la Finlandia (-43,9% a 7.312 vendite) e quindi l’isola di Cipro (-30,9% a 999 clienti).

I risultati per marca confermano che non c’è crisi che fermi SUV e crossover: Land Rover e Jeep rimangono ai primi due posti per crescita, rispettivamente +46,7% e +31,7%, davanti alla Kia (+29,8%).

Mitsubishi è di nuovo la marca che ha perso di più, giù del 34%, Alfa perde un’ulteriore posizione da aprile e in maggio diventa penultima con un -29,7%, mentre sorprende lo scivolone di Citroen, arretrata del 20,9%.

Maggio è stato comunque un mese che ha penalizzato molto le marche francesi: complice la pesante caduta del mercato domestico, male anche Peugeot (-18,4%) e Renault (-16,4%).

Gli altri generalisti europei, Fiat, Ford e Opel/Vauxhall, hanno tutti perso attorno al 12%, mentre alla marca VW è andata in po’ meglio, limando la perdita a solo 7,8%.

Numerologo Sincero

Legenda ai grafici.

I grafici evidenziano le variazioni in percentuale delle immatricolazioni nel mese nei 27 paesi dell’Unione Europea più l’area EFTA (Svizzera, Norvegia e Islanda) e delle principali marche che vi operano utilizzando quattro colori:

- Verde: immatricolazioni in crescita in valore assoluto, ovvero maggior numero di unità immatricolate rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente. Guadagno in volumi e in quota di mercato.

- Giallo: valore medio del mercato

- Arancione: immatricolazioni in crescita rispetto alla media del mercato (linea gialla) nel mese in esame, seppur inferiori a quelle nello stesso mese dell’anno precedente. Volumi quindi in calo, ma aumento della quota di mercato.

- Rosso: immatricolazioni in calo superiore alla media del mercato (linea gialla). Calo sia di volumi, sia di quota di mercato.

 

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