HOME PAGE | CONTATTI | ACQUISTA LE PUBBLICAZIONI | SCHEDA GIORNALISTA |

18 Luglio 2012

FIAT ALFA E VW SECONDO MUCCHETTI – MARCHIONNE E PIECH

Archiviato in: Auto, IL BLOG "PERLE E PIRLATE" da candido motore, Notizie — collaboratore @ 1:33
 

In Italia c’è abbondanza di due professioni: autoproclamati allenatori e direttori tecnici della nazionale e di squadre di calcio ed esperti dell’industria dell’auto. Narciso Mucchetti è un tipico esempio della seconda categoria. Un suo chiodo fisso riguarda la cessione dell’Alfa all’Audi. Secondo lui – in compagnia del clan dei soliti e vocianti noti che avversa Fiat e Marchionne – la vendita della casa del biscione a VW risolverebbe tutto. Insomma, il rilancio dell’industria dell’auto nello Stivale avverrebbe grazie a questa mossa. Forse, nel bar sport prediletto, Mucchetti non ha mai sentito una perfida battuta che circola tra fan del marchio Lamborghini secondo la quale Sant’Agata Bolognese sarebbe una fabbrica cacciavite che riceve motori e scocche, verniciate, da oltralpe. Il “mondo bancario tedesco”, presso il quale si abbevera il pontificante esperto d’auto Mucchetti, sembra non gli parli di sinergie, economie di scala e – magari – di piattaforme, motori, scocche realizzate oltralpe. Questo discorso ricorda gli orfani della vendita dell’Alfa alla Ford, i quali sorvolano sul fatto che tutte le case acquistate da Ford (Aston Martin, Jaguar, Volvo, Land Rover, Mazda) sono state vendute. Naturalmente, questo non sarebbe avvenuto per Alfa, così come, se Piëch mettesse le mani su Alfa, si guarderebbe bene dall’audizzare il Biscione. I bar sport, dove si ritrovano gli amanti delle pirlate, non soffrono la crisi.

 

4 commenti »

  1. Mucchetti MASSIMO e non Narciso, è un giornalista molto stimato. Non credo proprio che metta le priorità del gruppo su questo punto. Semplicemente è scontato che avrebbe un milione più di chances con vw. E non diciamo stupidate, in Lambo arrivano solo i v10 e le scocche della piccola, la gallardo. Il resto, compresa la progettazione, è fatto il loco.Il numero degli operai è triplicato e la lamborghini continua ad essere una realtà italiana..Se l’alfa fosse andata alla ford, e senza craxi sarebbe stato così, le opzioni sono due: 1: peggio di così non si poteva. Perchè è stato fatto tabula rasa. 2:sarebbe semplicemente già in mano vw, senza nessuno a pontificare sull’italianità del marchio(quando sento parlare di queste cose metto mano alla pistola), che si sa cosa ha generato nel passato. Magari pure salvando qualche asset. Ora Alfa è solo il marchietto sul cofano, senza stabilimenti dedicati, know-how, centro stile e addirittura con il museo chiuso da due anni, nel silenzio più totale.

    Comment di Ralph — 19 Luglio 2012 @ 5:08

  2. Forse varrebbe la pena di ripassare la storia prima di dar aria ai denti. Per esempio: l’Alfasud in mano a Ford quanto sarebbe durata? Massimo due anni, con quello che accadeva a Pomigliano (stiamo parlando di 30 anni fa, non dell’altro ieri!), e le condizioni di allora – assenteismo a livelli record, attentati, ecc.: basta rileggere la storia- avrebbero fatto arretrare anche quello che (allora) era un colosso come la Ford. C’è uno splendido reportage tv di “la storia siamo noi”, di Aldo Zappalà che racconta in modo esemplare la storia di Pomigliano. E’ andato in onda il 12 e 13 giugno scorso su RaiDue e RaiTre. Basterebbe documentarsi e magari vedere questa perla servizio tv per evitare pirlate.

    Comment di daniele protti — 20 Luglio 2012 @ 10:38

  3. L’alfasud e Pomigliano? La Ford stava per acquisire Alfa Romeo ed era ben conscia dei pro e dei contro. Infatti avrebbero prodotto a pomigliano ed arese 400000, di cui 50000 ford sulle stesse linee. Senza contare la rete commerciale enorme che si avrebbe avuto con la Ford. L’alfa sarebbe tornata in America da 25 anni. Ma avrebbe licenziato moltissimi lavoratori(ragione per cui i sindacati fecero muro. Se avessero saputo come sarebbe andata..). In realtà in proporzione la metà di quelli che avrebbe licenziato fiat di lì a breve, che si era impegnata a mantenere la forza lavoro e le caratteristiche tecniche del marchio. Che ora non è altro che un guscio vuoto.

    Comment di Ralph — 20 Luglio 2012 @ 6:53

  4. Bungiorno, parlo da appassionato di auto. Il marchio Alfa è senza dubbio un grande valore italiano, ampliamente riconosciuto e apprezzato a livello internazionale. Da adecenni e nonostante le eresie prodotte in passato. Varrebbe la pena investirci un po’ di più di quanto sta facendo oggi Marchionne. Se non lo fa, avrà i suoi motivi, ma da appassionato e da Italiano, a me sinceramente si stringe il cuore. Quindi, se Marchionne porta l’Alfa al livello che merita, bene; se no, sarebbe davvero meglio che fosse venduta a VW, l’unica casa auto al mondo con una gamma prodotto ampliamente estesa e completa, dalla Up alla Veyron, con tutte le zone intermedie perfettamente coperte. Alfa Romeo nel mondo oggi vende circa 100-150.000 unità (sorry ma non ho dati aggiornatissimi). Credo, ad es., che questo numero sia simile o comparabile con le vendite annue della sola BMW serie 1. Un dato sconfortante. E quando a Ginevra sullo stand Alfa si vedono SOLO Mito e Giulietta, e neanche un’idea di prodotto nuovo (non dico la 4C, ma un modello che potrebbe vendere senza produzioni limitate) o almeno una replica di un Duetto, tanto per fare un po’ di giusto colore, allora il messaggio sembra chiaro: o non hanno soldi da investire (probabile) o non hanno voglio di farlo (possibile!). E se per fare uno spiderino si va a chiedere la collaborazione di Mazda, con tutto il rispetto per costoro, il magone di un Alfista raggiunge un limite non più tollerabile. Allora, per il bene di Alfa Romeo, VW tutta la vita. E non perchè in Italia non si sia capaci, anzi! Il che rende ancora più cinica la speranza di acquisto estero ma altrettanto sembra l’unica soluzione per dare un vero futuro al Grande Biscione.

    Comment di Maurizio Primo — 22 Luglio 2012 @ 8:57

RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URL

Lascia un commento

Crisalidepress.it è una testata registrata presso il Tribunale di Milano n. 481 del 05.09.2001 - Copyright © Crisalide Press srl