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2 Ottobre 2012

MERCATO ITALIA SETTEMBRE: LA FESTA E’ DAVVERO FINITA

Archiviato in: Auto, Mercato auto visto da dentro, Notizie — collaboratore @ 9:16
 

In settembre le vendite di autovetture nuove in Italia sono crollate del 25,74% a 109.178 unità, un volume che ci riporta al settembre 1978 (107.395 unità) e che rappresenta la decima contrazione consecutiva a doppia cifra.

Nel nono mese dell’anno solo Land Rover, a +35,11% e la Kia, a +12,21%, sono riuscite a crescere ancora. Delle altre 35 marche, 13 hanno perso meno del mercato, 22 di più, ovvero a partire dal -28,52% di Nissan a scendere sino al -77,39% della DR Motor.

Il presidente delle case estere, Jacques Bousquet, prova a guardare alla crisi di oggi nella prospettiva di quanto gli automobilisti italiani si perderanno nei mesi a venire in termini di nuovi prodotti.

“Al Salone dell’automobile di Parigi abbiamo potuto constatare quante novità di prodotto, di tecnologia, di attenzione all’ambiente siano pronte per gli automobilisti in Europa, con investimenti importanti da parte delle case estere. E’ un peccato che tante novità troveranno uno spazio ristretto nel mercato italiano, per la grande pressione fiscale che preme sulle capacità di consumo delle famiglie”, ha dichiarato Bousquet.

L’UNRAE, dopo le tante proposte formulate e preso atto che tra i 150 tavoli preparati dal Governo non ce ne sia nessuno che tratti di auto, richiama l’attenzione sul patrimonio di tradizioni, competenze, passioni e occupazione legate al mondo dell’auto. Un settore che ha sempre contribuito alle entrate tributarie annuali per oltre il 16% del totale del gettito nazionale e che, nel caso delle case estere, assorbe 8,5 miliardi di euro di componentistica italiana.

L’ANFIA, l’associazione delle case nazionali, nota che a sfavore di una ripresa, o perlomeno di una stabilizzazione del mercato giocano sia il rialzo generalizzato dei prezzi di tutti i carburanti nel mese, sia l’incertezza sulla futura disponibilità di spesa dei consumatori.

“Pur condividendo la speranza di una graduale uscita dalla recessione a partire dal 2013, ricordiamo alle istituzioni l’urgenza di intervenire sui problemi strutturali che bloccano la competitività dell’industria manifatturiera in Italia, di cui l’automotive ha sempre rappresentato un fiore all’occhiello,” ha dichiarato il presidente dell’ANFIA Roberto Vavassori.

“Un governo Monti-bis? Per il mondo degli autoveicoli sarebbe la fine”, con il coltello tra i denti ancora una volta è Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l’associazione che rappresenta i concessionari di autoveicoli.

“Noi stiamo morendo sotto l’effetto combinato di un calo dei consumi, provocato soprattutto dalle politiche del Governo e da tasse spropositate che gravano sulle nostre concessionarie. Una pressione fiscale del 60%, in cui alcune tasse come IMU e IRAP pesano anche sulle aziende in perdita e che spesso ne decretano la chiusura,” aggiunge Bernacchi.

Federauto si toglie anche un sassolino dalla scarpa, notando che sull’auto elettrica la Germania la pensa come tutte le associazioni della filiera italiana, cioè nessun incentivo, mentre su questo capitolo “l’Italia da gennaio 2013 butterà al vento centinaia di milioni di euro per un piano che nessun addetto ai lavori vuole”.

Giudizio negativo anche per i nuovi incentivi introdotti in Spagna per combattere il calo dei consumi prodotto dall’aumento dell’IVA: un altro caso emblematico di come si possano sprecare i soldi pubblici.

“Se il piano di incentivazione – sostiene Pavan Bernacchi – non è a scalare, triennale e svincolato da un fondo a esaurimento, è facile prevedere che finiti gli incentivi il mercato spagnolo cadrà in un baratro ancora più profondo”.

Nel frattempo, in Italia, continua la demotorizzazione. Nei calcoli dell’UNRAE, molte famiglie italiane stanno radiando la propria auto senza acquistarne una nuova: il parco circolante dei privati nei primi sei mesi di quest’anno si è ridotto di 60.000 unità.

In negativo anche la raccolta di nuovi ordini, che in settembre si è fermata a 114.000 contratti, il 22% in meno di un anno fa, stessa percentuale di riduzione che troviamo nei nuovi ordini raccolti nei primi nove mesi, scesi a 1.040.000 contratti. Le immatricolazioni sono in contrazione del 20,46% a 1.090.627 unità.

In continua accelerazione rimangono solo le vetture a gas: GPL a +136,4% e metano a +30,8%, bene anche le ibride (+61,8%), mentre le elettriche arretrano in un terzo e rimangono un prodotto di super nicchia: 20 unità rispetto alle 30 di settembre 2011.

Numerologo Sincero

Legenda a grafici.

I grafici evidenziano le variazioni in percentuale delle immatricolazioni nel mese delle principali marche utilizzando quattro colori:
Verde: immatricolazioni in crescita in valore assoluto, ovvero maggior numero di unità immatricolate rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. Guadagno in volumi e in quota di mercato.
Giallo: immatricolazioni in crescita rispetto alla media del mercato (linea arancio) nel periodo in esame, seppur inferiori a quelle nello stesso periodo dell’anno precedente. Volumi quindi in calo, ma aumento della quota di mercato.
Arancio: valore medio del mercato
Rosso: immatricolazioni in calo superiore alla media del mercato (linea arancio). Calo sia di volumi, sia di quota di mercato.

 

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