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24 Gennaio 2008

1968-2000 PR E STILISTI – PRIMA PARTE

Archiviato in: Moda, Save the Date — cristiana @ 6:45
 

foto-1.jpgI pionieri di queste professioni in Italia avevano basato il rapporto
con i media e tra p.r. e stilista, sui contatti personali. Perciò era molto importante conoscere i personaggi della cultura, dell’alta società,
la stampa a tutti i livelli, per creare una corrente continua d’informazione.
Farsi conoscere e fare conoscere i propri clienti: da qui la nascita di raffinate cene, sontuose manifestazioni ( Firenze- Pitti con Giorgini-
Palazzo Grassi con la SNIA le sfilate a Milano alla Fiera ecc.) o cene private in casa degli stilisti.


E’ indubbio che la grande conoscenza della materia, un primo lavoro come giornalista di moda, l’affetto e la stima della stampa ( ancora oggi molte di loro sono tra le mie più care amiche), mi hanno dato molti stimoli e pur riconoscendo che è stato un lavoro duro e molto impegnativo, mi hanno aiutato a renderlo divertente ed eccitante.
foto-2.jpgLa mia mania dell’ordine, della precisione, dell’organizzazione, mi hanno tolto sovente la possibilità di accettare incarichi e clienti diversi, preferendo occuparmi di un solo Gruppo su cui concentrare tutte le mie energie e le mie capacità. Il nome del PR e dello Stilista erano un marchio: dicevi Fendi e pensavi a Franco Savorelli, Krizia e appariva Rossella Mauri, Gianfranco Ferrè e c’era al suo fianco Rita Airaghi,
I Missoni erano accompagnati da Giovanna Sioli ecc.
Tutto questo avveniva negli anni ‘70 e ‘80 dove un solo personaggio si occupava di Relazioni Esterne, Ufficio Stampa, Pubblicità e Special Events. Il rapporto tra lo stilista, la sua pierre e il suo staff creativo era paragonabile ad una sorta di clan. “La Corte” era sempre insieme durante il lavoro, nei viaggi, nei divertimenti, in vacanza; quasi a volersi proteggere e supportare.  Il pierre intelligente, sapeva far sentire il suo cliente il più bravo, il più protetto, il più sicuro.

Già all’inizio degli anni ‘90 la comunicazione elegante, persuasiva, soft, ma ricca di significati culturali,aveva lasciato il posto ad eventi clamorosi la cui ispirazione pescava in mondi completamente diversi da quelli usati dalla moda nei decenni precedenti. Stupire, colpire, aggredire erano le parole d’ordine. Madonna, Sting, le indossatrici- star hanno preso il posto delle principesse, delle mogli dei capitani d’industria. La moda era uno status symbol, richiedeva la partecipazione di un grande pubblico e non si nutriva della discrezione e dell’eleganza del personaggio la cui allure penetrava e mutava troppo lentamente il costume della società. Valga per tutti un esempio estremo : “Benetton”.

foto-3.jpgCosì i pierre italiani vengono affiancati da quelli stranieri ” americani, inglesi, tedeschi, francesi” e inizia un decennio di ricchezza e arroganza. Gli stilisti esportano in tutto il mondo , aprono raffinati negozi e offrono alla clientela tutto quello che desiderano. E scoprono un nuovo mercato, i giovani, che diventano una nuova forza , per stilisti e industria. E con il nuovo millennio il mondo della comunicazione si prepara a una nuova svolta…

Fine della prima puntata

Barbara Vitti

 

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