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7 Settembre 2010

SAVE THE DATE di Barbara Vitti. Anni ’80, Public Relations, esperienza sul campo all’alba del Made In Italy.

Archiviato in: Moda, Notizie, Save the Date — cristiana @ 2:55
 

Ho pensato di pubblicare  quattro o cinque interviste, fatte a partire dal  1985, che ci permetteranno di riconoscere le regole del gioco, un gioco complesso, che dura e muta, in questi ultimi 25 anni, fino ad arrivare al 2010. Sul campo ho imparato molte cose, dal marketing, perché è fondamentale sapere cosa vuole la gente, le conoscenze, le curiosità non solo a livello nazionale ma anche internazionale. Bisogna leggere, conoscere nomi di giornalisti, Direttori. Curare il dettaglio, anche minimo, mantenendo alta l’attenzione cercando di muovere un ingranaggio difficile e quasi algebrico, in modo perfetto, consapevole di riuscire ad ottenere “ spesso” la massima qualità. Questo primo articolo è dedicato alle tre figlie di Natalia Gattermayer Michela, Paola e Valentina.

di Barbara Vitti

MARZO 1985 FASHION:

Barbara Vitti: il fascino “borghese” di una  P.R. -

di Natalia Gattermayer

Dolce? Si, è dolcissima quando parla con la sua erre un po’ moscia e la cantilena dell’Italiano parlato da una lombarda-bene. Femminile? Si, è femminile quando racconta con amore della sua ragazzina, Emma, di dodici anni, e dei fiori del suo terrazzo che annaffia alla mattina alle cinque, cinque e mezzo, perché così è sicura di farlo sempre e bene. Borghese? Si, ma illuminata, come ama definirsi, perché si diverte alle stravaganze e follie di tanti personaggi della moda, ma il suo mondo è e sarà sempre quello degli affetti più veri, quello della casa, quello del lavoro. E qui entra in campo la Barbara Vitti che si intravvede nello sguardo profondo e brillante: la donna intelligente e tenace che sa quello che vuole e lo ottiene.

Allora Barbara, come cominciamo?

Per prima cosa vorrei sottolineare che P.R. significa lavoro e non passatempo mondano. Ci sono persone che sono convinte che quello che conta sia il risvolto elegante. Io no. Solo se è proprio indispensabile esco con i clienti o vado al ristorante qualche rara sera. Tutti sanno che io sono a disposizione lavorativa dalle otto alle diciotto, ma niente sabato e niente domenica, tranne in qualche occasione particolare, e assolutamente off limits sono le telefonate a casa. Nel tempo libero sono una mamma e una casalinga che vuole il suo spazio.

Fammi il ritratto della perfetta P.R.

Per i clienti, la P.R. deve essere una fata, magari una strega, con bacchetta magica, palla di cristallo e poteri divinatori senza limite. Per il pubblico è una superdonna che con spacchi, velette e trasparenze passa da un ricevimento all’altro.

E per te?

Io sono per così dire figlia d’arte quindi il mio lavoro all’inizio è stato facile. Mia madre, tra parentesi le sono legatissima (non per niente sono del cancro), era giornalista in un giornale femminile. Io respiro questa “cert’aria” da sempre. Anch’io ho cominciato in un giornale e continuo con una rubrica di consigli e commenti di moda in un settimanale a grandissima tiratura. Questo è un vantaggio perché so perfettamente i problemi delle redazioni e conosco tutte le redattrici molto bene.

A proposito cosa ne pensi?

Ho una grande stima per le giornaliste, e questa non vuole essere un’adulazione, perché è merito loro se la moda italiana sta tirando come tira; e anche un grande rispetto per il loro lavoro. Per questo non spingo mai i clienti piccoli a fare manifestazioni e pubblicità al di sopra delle loro possibilità di mercato. Se i giornalisti parlano, la domanda aumenta e bisogna soddisfarla. Come si fa senza l’organizzazione e la distribuzione giuste?

Qual è il tuo cliente ideale?

La grande industria. Per carità, coi clienti piccoli io mi diverto tantissimo a trafficare occupandomi di tutto anche del bottone. Ma il cliente piccolo dalla P.R. si aspetta i miracoli, chi sa perché. E’ più semplice lavorare con la grossa organizzazione, per esempio il Gruppo Finanziario Tessile, per il quale curo Solo Donna di Cori, Coriandoli, Facis, Marus, e per ultimo Mani, il prêt-à-porter firmato Giorgio Armani, ma a prezzi accessibili.

Perché?

Perché sono super organizzati, e questo facilita la buona riuscita delle varie iniziative.

Per chi altri lavori?

Sono consulente del gruppo C.G.A. per Mix and Match e Duelle, di Rocco Barocco, lo stilista di alta moda che adesso fa anche la moda pronta, di Memy Reina, specializzata in gonne e bluse e di Parrini, prêt-à-porter classico e habillé. Come vedi tutta moda e solamente moda.

Eravamo rimaste a quando facevi la giornalista.

Si, per qualche anno ho tenuto l’ufficio stampa di Palazzo Grassi per la Snia Viscosa. Quelli erano veramente i tempi d’oro per le manifestazioni di moda. Tutti i giornalisti italiani e stranieri erano invitati e alloggiati in grandi alberghi e c’era ancora da scoprire e inventare tutto. Per la prima volta si coinvolgevano registi famosi, si facevano venire dall’Inghilterra, si chiamava gente di cultura: era tutto un fiorire di idee e possibilità.

E poi?

Poi sono andata alla Hettemarks come direttrice dell’ufficio stampa e pubblicità e P.R. Qui, se da una parte ho avuto il classico ”bidone” di rimanere nel fallimento con la liquidazione dall’altra ho avuto la possibilità di fare un mucchio di esperienza e di conoscenze.

E del famoso Gruppo dei cinque?

E’ proprio dal gruppo dei cinque e dalla loro concezione rivoluzionaria di lavoro che io sono diventa “battitore libero”. G.F.T., Ruggeri, Max Mara, Marzotto e Hettemarks, su idea di Alberti, l’allora direttore di Amica, avevano costituito un pool per coordinare le loro politiche aziendali, pubblicitarie e promozionali.

Che cosa ti ricordi in particolare di quel periodo?

Che ero la sola donna in un gruppo di uomini a guida della pubblicità e di avere perciò avuto l’opportunità di fare un’enorme esperienza in quel settore.

Sei soddisfatta?

Abbastanza. Vorrei poter continuare così come sono organizzata sia nella vita privata sia in quella di lavoro. Da una parte ho una figlia adorabile che da grande vuole fare il veterinario e che mi ha già ingaggiato per curare gli animali, dall’altra ho la possibilità di lavorare con gente intelligente come Marco Rivetti e i suoi collaboratori, per esempio. E questo ti riconcilia con la noiosa quotidianità.

Parlami di Marco Rivetti.

E’ il responsabile del settore donna del G.F.T. E’ il manager giovanissimo che ha dato un grande impulso all’azienda. E’ il mio cliente ideale: veloce, intelligente, non è irraggiungibile come molti capi, è sempre presente in tutto con competenza e informazione. Va a tutte le manifestazioni, magari brontolando ma ci va. E poi ama la campagna come me.

I tuoi hobbies?

Il pollice verde, come ti ho detto e i viaggi, che faccio da sempre portando con me la mia bambina. Pensa che anche quando era piccolissima me la portavo dietro come una peruviana o, se preferisci, come una mamma cangura.

Natalia Gattermayer

 

1 commento »

  1. Barbara resta una delle figure di riferimento per la moda e la storia recente di questo Paese. Il suo disincanto e il suo senso dell’umorismo, uniti all’ esperienza, rappresentano qualcosa di prezioso.Grazie
    renata molho

    Comment di renata molho — 9 Settembre 2010 @ 1:50

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