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15 Aprile 2012

BLOG: MA COSA HA FATTO (DI MALE) IL MONDO DELL’AUTO A SUPERMARIO?

Archiviato in: Auto, IL BLOG "PERLE E PIRLATE" da candido motore, Notizie — cristiana @ 11:17
 

Mentre Mario Monti e il suo Governo tecnico stanno salvando – o provando a salvare – l’Italia, paiono aver però deciso di uccidere il settore dell’automobile.

Dopo cinque mesi di SuperMario alla guida dell’Italia viene da chiedersi: ma cosa ha fatto l’automobile di male per meritarsi un trattamento sistematicamente così feroce da sembrare quasi una pulizia etnica?

In tema di auto, diciamolo con franchezza, SuperMario e il Governo non solo non ne hanno azzeccata una, ma ogni volta che hanno preso una decisione, hanno regolarmente finito a darsi la zappa sui piedi.

Proviamo allora a ragionare proprio in ottica di esigenze del Governo e non di lobby corporativa dell’auto.

Partiamo dalla supertassa sulle auto di lusso, che doveva – in ottica governativa – generare un gettito aggiuntivo di 168 milioni di euro l’anno. L’effetto è stato ben diverso dalle attese: le vendite di quelle definite auto di lusso sono diminuite dal 50% al 75% e il gettito aggiuntivo, alla fine, dovrebbe essere solo un terzo delle attese.

Infatti, siccome parliamo di auto e SUV che mediamente versano dai 10 ai 20 mila euro di IVA per immatricolazione, ogni vendita persa non significa solo il mancato pagamento della tassa di lusso, ma anche l’introito – ben più cospicuo – dell’IVA.

Nei calcoli dell’UNRAE, l’associazione delle case estere, le mancate entrate saranno nell’ordine dei 105 milioni di euro, quindi il saldo tra speranze del provvedimento e adattamento del mercato dovrebbe ridursi a poco più di 60 milioni di euro.

Ne valeva la pena? Il dubbio è lecito, anche perché un effetto indotto di questa mossa tutto tranne che brillante è stato un crollo del valore dell’usato dei veicoli soggetti alla supertassa. Risultato? I concessionari onesti dovranno svalutare il valore dei propri piazzali, penalizzando il proprio bilancio e quindi anche pagando meno imposte.

L’altro capitolo davvero da non credere è la deducibilità delle auto aziendali. Proprio il Governo che ha fatto di tutto per allinearci al meglio dell’Europa, sull’auto aziendale propone un nuovo trattamento fiscale che retrocede ulteriormente l’Italia, che già era il fanalino di coda nell’Unione Europea.

Ultimo ma non meno importante il continuo aumento delle accise sui carburanti, tra cui gli ultimi 5 centesimi che potrebbero essere destinati alla Protezione Civile.

Diciamo una cruda verità: le imposte sui carburanti (accise e IVA) sono le uniche tasse che tutti gli italiani non riescono a evadere, poiché non possono non pagarle.

Restando proprio in tema di evasione, anche nell’automobile gli italiani non scherzano: l’UNRAE stima l’importo della tassa di possesso (ovvero il bollo) non pagato sia nell’ordine di un miliardo di euro l’anno.

Il risultato di tanto accanimento sulle accise è invece di nuovo una zappa sui piedi che il Governo da a se stesso – e quindi alle casse del paese. In un momento di crisi economica, assistiamo a una riduzione significativa dei consumi di carburanti, vicina al 10% nel primo trimestre, sia per la benzina, sia per il gasolio.

C’è qualcuno che si prenderà la briga di calcolare quanto gettito si perderà continuando ad aumentare le accise – sui cui poi si applica l’IVA, ovvero una tassa sulla tassa – con il risultato di deprimere ulteriormente i consumi di carburante già in marcata flessione?

La conclusione amara è che un Governo che non avesse deciso di uccidere l’auto farebbe qualcosa di serio per rilanciare il mercato. Non per noi, lobby dell’auto, ma per loro stessi, ovvero per la finanza pubblica: scendere a 1.500.000 vendite quest’anno significa rinunciare a oltre 2 miliardi tra IVA e imposta provinciale di trascrizione.

Invece SuperMario e compagnia procedono sereni nella pulizia etnica del settore dell’auto.

Con un mercato a questi livelli, chiuderanno almeno 350 concessionari con una perdita potenziale di 10.000 posti di lavoro (7.000 diretti e 3.000 indiretti). Questo però è un tema che sembra non interessare nessuno a Palazzo, eppure si tratta di cinque volte i dipendenti dell’ex Fiat di Termini Imerese, per salvare i quali c’era stata una quasi mobilitazione generale.

 

2 commenti »

  1. analisi impeccabile e condivisibile, alla quale aggiungerei quanto di negativo fatto e quanto di positivo non fatto in tema di autotrasporto, che è ormai allo stremo. In merito alle concessionarie, sarà curioso, per non dire drammatico, leggere a fine anno il dato relativo alle cessazioni di attività o fallimenti.

    Comment di Giuseppe Guzzardi — 16 Aprile 2012 @ 1:20

  2. Condivido con Giuseppe. Analisi impeccabile anche se, per motivi di spazio, concisa. Sarebbe bello entrare nelle proiezioni attese e in quelle rendicontate di tutte le voci. Anche i costi sociali di un eventuale perdita di una parte di quei 10.000 posti di lavoro tra diretti e relativi all’indotto. Sommato il tutto, vedere il saldo rispetto a quanto previsto. Secondo me assolutamente negativo.

    Comment di Marco Della Monica — 16 Aprile 2012 @ 3:04

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